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CICLISTI UCCISI COME INSETTI A ROMA PDF Stampa E-mail

CICLISTI UCCISI COME INSETTI A ROMA

Signora Sindaca Raggi

Non ho piu’ lacrime per i miei amici uccisi sulle strade.Oggi è toccato ad un 72 enne che pensava di pedalare tranquillo nel circuito di Tor Vergata.Niente da fare,quel bel vialone, fatto nostro per fare due chiacchiere pedalando, sta’ diventando il nostro cimitero.Non ci sono piu’ strade per noi ciclisti,formiche in un mondo di marziani senza cuore.Cosa abbiamo fatto per ricevere tanto disprezzo,tanto menefreghismo?

Ora,da ciclista voglio scaricare la mia rabbia,da uomo e non da insetto come ci considera la comunita’ dei motorizzati:sono anni che chiedo quattro ciclodromi per Roma ed il Comune non fa’ niente nonostante questi rappresentino una cifra irrisoria,sono anni che dico alla Federazione ciclistica Italiana e quella del Lazio di tirare fuori le unghie per sollecitarli ed invece si continua al tiro alla fune senza risultati,sono anni che cerco di convincere le altre associazioni,Fiab compresa,che il ciclista è UNO,non ha senso dividerli tra ciclisti urbani e sportivi,niente da fare,coltivano il loro orticello e noi,indifesi,continuiamo a morire!

Signora Sindaca,dobbiamo occupare il suo Campidoglio?No,non abbiamo bisogno di visibilita’ ma di persone coscienziose che ci vogliono bene,che ci considerino cittadini benemeriti perche’ ci muoviamo rispettando la citta’ e chi ci abita .

Prima di salutarla,mi permetta di trasmettere le mie condoglianze alla famiglia del ciclista che ci ha lasciato cosi’ tragicamente.

  1. Di  Pretoro

Roma,5 3 2019

Allegate alcune foto

LA SICUREZZA DEL CICLISTA E' POSSIBILE!

                                                                                                                                  LETTERA  APERTA

Pre.to  Alessandro  Drago

Municipio IX

p/c Alla Sindaca di Roma

VIRGINIA RAGGI

La prego di gradire i miei ringraziamenti per l’invio della documentazione riguardante la mobilita’ ciclistica del suo municipio.

Quando si parla di sicurezza del ciclista le buone intenzioni non bastano,è necessario conoscere le abitudini di chi pedala e dove gironzola.

Partiamo da un concetto:il ciclista è UNO ovvero la stessa persona va’ al lavoro in bicicletta e la domenica si veste da agonista o cicloturista per visitare l’area metropolitana della citta’.In citta’ e fuori, i pericoli sono sempre in agguato.La concomitanza  con i motorizzati diventa piu’ dannosa con l’aumentare della velocita’ di quest’ultimi.

Le bike lanes hanno il vantaggio di costare poco e di permettere la realizzazione di quella rete indispensabile per muoversi piu’ agevolmente ma spesso sono mal tenute,sporche,con tombini trabocchetti o peggio non lisciate.Ecco perche’ noi ciclisti siamo costretti ad  invadere la corsia delle auto.Meglio non parlare degli sportelli in faccia o peggio della convivenza drammatica con bus e taxi nelle  strette corsie a loro riservate .

La pedalata viaggia con la paura quando si va’ verso il mare o i castelli romani.Andare sulla destra è pura utopia mentre giovani e vecchi motorizzati  ti sorpassano a gran velocita’ con il telefonino in bocca!

A questo punto la sicurezza viene solo dalla ciclovia separata(a quando la Roma-Fiumicino lungo il Tevere)anche se un buon compromesso lo si raggiunge con la CORSIA DI RISPETTO che prevede la lisciatura della banchina laterale e la banda rumorosa a delimitare la bike lane.

La sicurezza riguarda tutti,ma i giovani in particolare per educarli al ciclismo agonistico.Come lei ben sa’, all’Eur,qualche anno fa’, c’era il Velodromo Olimpico,ora,solo una fossa.Tale specialita’ sportiva si distingue nella Capitale per non avere alcun impianto ,nemmeno 4 ciclodromi che costerebbero  una cifra irrisoria.Nessuno prende autonomamente l’iniziativa e cosi’, le bici rimangono in cantina!

  1. Gianfranco  Di Pretoro

Roma,5 3 2019            

PECCATO,NON C'E' PIU' PIETA' PER LA MORTE DI UN CICLISTA!!

Grazie ed attendo infrastrutture sulla strada cominciando dalla LISCIATURA della banchina laterale in cui siamo obbligati dal codice della strada a pedalare.

 

Cordiali saluti  Gianfranco  Di Pretoro

 

Da: Assessorato città in movimento [mailto: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ]
Inviato: lunedì 4 marzo 2019 17:27
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Oggetto: I: PECCATO,NON C'E' PIU' PIETA' PER LA MORTE DI UN CICLISTA!!

Gentile Sig. Di Pretorio,

nel ringraziarLa per la proposta che emerge dalla Sua e-mail, Le assicuro che questo Assessorato ne terrà conto interessando il servizio competente.

È gradita l’occasione per porgerLe distinti saluti.

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Assessorato alla Città in Movimento

               Ufficio di Staff

 

 

 

 

 

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Inviato: venerdì 1 marzo 2019 16:31
A: assessoratocittainmovimento <
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Oggetto: Fwd: PECCATO,NON C'E' PIU' PIETA' PER LA MORTE DI UN CICLISTA!!

Gentilissimi, si inoltra la nota del Sig. Di Pretoro relativa alla sicurezza del ciclista, cordialmente

 

 

Gabinetto della Sindaca

I Direzione

Ufficio Rapporti con i Cittadini

Via di San Marco, 8 00186 Roma

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Da: "gianfranco" < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
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Inviato: Venerdì, 1 marzo 2019 16:20:23
Oggetto: I: PECCATO,NON C'E' PIU' PIETA' PER LA MORTE DI UN CICLISTA!!

 

 

 

Da: gianfranco [mailto: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ]
Inviato: venerdì 1 marzo 2019 16:16
A: di pretoro francesco
Oggetto: PECCATO,NON C'E' PIU' PIETA' PER LA MORTE DI UN CICLISTA!!

 

La mattanza ciclistica continua.Ieri,la cattiva sorte ha colpito mortalmente un settantenne al km. 54,600 dell’Aurelia.Non ho il nome del malcapitato per abbracciare i suoi famigliari entrati nella tragedia senza fine del lutto.Sui Social Network,pero’, ci si  è affrettati a condannare il ciclista per aver scelto di pedalare su una strada statale senza sottolineare che quel vecchietto omicida non si è nemmeno degnato di fermarsi per una lacrima.

Quello che mi sconvolge ancora di piu’ è il menefreghismo di altisonanti associazioni o federazioni ciclistiche sempre piu’ impegnate ai progetti futuri che alla sicurezza del ciclista di oggi.Dove sono le reazioni per questa morte?La morte di un ciclista è anche la malattia incurabile di tutto il  movimento.

Non bisogna fare tanti ragionamenti per capire che il ciclista pedala con la paura perche’ sempre in balia dell’umore altrui.Ma noi esistiamo,lo dice il codice della strada,semmai,sono in torto le istituzioni che non ci considerano,non danno lo spazio che ci compete.

La convivenza del ciclista con altri mezzi piu’ veloci e pesanti è impossibile!Noi pedalatori dovremmo muoverci solo sulle ciclovie SEPARATE.Queste sono di difficile ubicazione e manutenzione,molto costose,quindi,purtroppo rare!Basta ricordare l’infinita odissea della Roma-Fiumicino per capire l’insensibilita’ del Comune di Roma verso la sicurezza del ciclista.

In Olanda,invece,quando le infrastrutture ciclabili  non possono essere reallizzate per la ristrettezza della carreggiata,si disegna a terra la corsia ciclabile,chiamata dal sottoscritto “CORSIA DI RISPETTO”.Il ciclista ha il suo spazio definito e gli automezzi possono invaderlo solo in sua assenza.Da quest’anno,tale infrastruttura viene evidenziata esternamente dalla BANDA RUMOROSA.Costa poco,non limita la circolazione e forse,avrebbe ridestato l’automobilista dell’Aurelia prima di investire il povero ciclista.

 

 

1 3 2019