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VENERDI 15 MARZO ORE 11: SCIOPERO MONDIALE PER IL FUTURO. NON MANCARE. PDF Stampa E-mail
 Legambiente

Global Strike For Future

Il 15 marzo è Sciopero Mondiale per il Futuro: scendi in piazza per difendere il clima e il futuro del Pianeta. 

Contrastare i mutamenti climatici è attualmente la sfida più grande che abbiamo davanti. Ma la risposta delle politiche mondiali a questa emergenza è ancora inefficace e deludente. E’ quindi importante unirci e contribuire alla nascita di un movimento il più ampio e trasversale possibile che porti sempre più persone a chiedere ai Governi di agire, e farlo in fretta. Non c’è più tempo, sono necessarie strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi.

Per ottenere azioni incisive dai Governi c’è bisogno di ognuno di noi per una spinta sempre più pressante e incisiva dal basso.

I fridaysforfuture, nati dalla protesta della quindicenne Greta Thumberg  a Stoccolma in occasione della COP24, e la manifestazione del 15 marzo, Global Strike For Future, rappresentano una grande occasione per farci sentire e portare l’emergenza climatica in primo piano.

Il 15 marzo sarà fondamentale essere in tanti e Legambiente con i suoi circoli e tanti giovani dell’associazione, ci sarà!

15 marzo
Sciopero Mondiale per il Futuro

Come e dove partecipare? clicca qui

Per informazioni e approfondimenti www.fridaysforfuture.it

La piattaforma internazionale https://fridaysforfuture.org/

 
La Mozione dei Verdi CONTRO I PESTICIDI E' STATA APPROVATA ALLA CAMERA. PDF Stampa E-mail

 

La mozione per lo Stop ai pesticidi è

 

 

stata approvata alla Camera

E' stata approvata alla Camera dei Deputati la mozione promossa da Rossella Muroni e Serse Soverini per applicare il divieto dell'utilizzo dei pesticidi nocivi nel nostro Paese . Un ottimo passo per agricoltura e sicurezza alimentare.
Presentazione Mozione Stop Pesticidi
da 26 Febbraio 2019 566 Visualizzazioni

E’ stata approvata alla Camera dei Deputati la mozione promossa da Rossella Muroni e Serse Soverini per applicare il divieto dell’utilizzo dei pesticidi nocivi nel nostro Paese. Si tratta di un provvedimento storico per l’Italia che insieme alla Francia ed al suo divieto di utilizzo del Glifosato possono fare da apripista per una legislatura europea per la salvaguardia dell’ambiente e della salute di tutta la popolazione.
Grande soddisfazione per il mondo ecologista, ambientalista e civico, in proposito i Co-portavoce dei Verdi italiani hanno commentato.

“L’approvazione alla Camera all’unanimità della mozione per il divieto di pesticidi è una bella notizia che aspettavamo da tempo e che si realizzata grazie al grande lavoro di Rossella Muroni, prima firmataria, e di Serse Soverini, cofirmatario. E’ una decisione fondamentale che valorizza l’agricoltura sostenibile e di qualità, tutelando al contempo ambiente e salute.”

“Un atto ispirato dalla campagna Cambia la Terra e dalla petizione on-line “No Pesticidi”, questo certifica che se si uniscono il civismo e l’ecologia si ottengono risultati che coinvolgono tutta la cittadinanza, senza nessuna distinzione, per la difesa della qualità e della sicurezza dei cibi. E’ questo lo spirito dell’Onda Verde e Civica che terremo presente in tutto il percorso che porterà alla presentazione della nostra lista alle elezioni Europee di maggio.”

 
C'è un motivo per cui il dentifricio deve essere imballato in una scatola? Stop al packaging inutile PDF Stampa E-mail

Eliminiamo le scatole di cartone dei dentifrici evitando così di produrre tonnellate di rifiuti. Su change.org è stata lanciata una petizione che va nella stessa direzione degli imballaggi in plastica: a che cosa serve confezionare il dentifricio che ha già il suo tubetto?

 
 

Della battaglia contro gli imballaggi in plastica inutili siamo stati pionieri con #svestilafrutta, la nostra campagna social nata con l’obiettivo di sensibilizzare le GDO e invitarle a utilizzare meno plastica laddove non serve. Ad esempio per impacchettare una banana o una cipolla.

Adesso, l’attenzione si sposta sul cartone del dentifricio. Gli scaffali ne sono strapieni. Ogni anno ne vengono vendute solo in Italia milioni di confezioni, ma quel cartone che appena arriviamo a casa, buttiamo, effettivamente non ha nessuna funzione pratica.

La maggior parte delle volte le stesse informazioni le ritroviamo nel tubetto: allora che bisogno c’è di sigillare il dentifricio che ha già una sua protezione?

C’è da precisare che questo tipo di cartone è riciclabile come spiega il consorzio Comieco. In generale, la cellulosa, componente essenziale della carta, può essere riutilizzata per produrre nuova carta e questo comporta non solo un risparmio notevole dal punto di vista energetico e idrico, ma anche e soprattutto un vantaggio in termini ambientali: la deforestazione infatti è tra le cause principali del surriscaldamento globale.

Ma se iniziassimo a produrne meno, quando non serve? Il principio della petizione è proprio questo.

Si legge:

“Ciascun tubetto è venduto all’interno di una scatola di cartone; questa non ha nessuna funzione pratica, infatti una volta acquistato il tubetto, la scatola diventa subito spazzatura. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio dell’Islanda ed elimini l’inutile packaging di cartone riducendo i costi per le aziende ed evitando così di produrre tonnellate di rifiuti”.

Come dicevamo, ogni anno vengono prodotte 900 milioni di scatole di dentifricio. In Islanda, il 90% viene venduto senza confezione di cartone, il che immaginate che impatto ha sull’ambiente. Cosa ne pensate?

Eliminiamo le scatole di cartone dei dentifrici evitando così di produrre tonnellate di rifiuti. Su change.org è stata lanciata una petizione che va nella stessa direzione degli imballaggi in plastica: a che cosa serve confezionare il dentifricio che ha già il suo tubetto?

 
 

Della battaglia contro gli imballaggi in plastica inutili siamo stati pionieri con #svestilafrutta, la nostra campagna social nata con l’obiettivo di sensibilizzare le GDO e invitarle a utilizzare meno plastica laddove non serve. Ad esempio per impacchettare una banana o una cipolla.

 


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Nuovi avanzamenti del Contratto di Fiume "Tevere a Roma" PDF Stampa E-mail

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Nell’ottica di federare tramite le rappresentanze territoriali – su una progettualità concreta condivisa – aree fluviali e perifluviali sia a monte sia a valle del tratto centrale del Tevere a Roma compreso fra Ponte Milvio e Ponte Sublicio, è stata richiesta e ottenuta l’adesione al Contratto di Fiume dell’VIII° Municipio di Roma Capitale. Già ovviamente elaborate iniziative da tradurre in un’azione sinergica unitaria, ché poco senso avrebbe includere nel Contratto stesso territori sempre più vasti senza mettere a sistema le azioni concrete; si otterrebbe altrimenti una sorta di patchwork di progetti-pilota o anche di progetti localmente strutturali, ma scollegati l’uno dall’altro. In quello che ormai non è più il Contratto di Fiume dei soli I° e II° Municipio di Roma Capitale quali Soggetti Istituzionali territoriali, e che già comprendeva dalla genesi anche iniziative private a monte e a valle degli stessi, torneremo sulla richiesta di adesione già tecnicamente elaborata in rapporto al III° Municipio, così da coltivare una serie di iniziative lungo tutta la sponda sinistra all’interno della città, dal confine settentrionale di Roma con Monterotondo fino all’altezza dell’inizio di Via del Mare; il solo investimento di 23 milioni di euro incluso da ACEA ATO 2 S.p.A. nel Contratto, per il collettamento di scarichi non depurati a monte di Ponte Milvio, produce in ogni caso di per sé, intrinsecamente, effetti positivi generalizzati. La richiesta di adesione è stata effettuata a tutti i Municipi rivieraschi, anche più volte, ma sottolineando la necessità di contributi proattivi, nello spirito del Contratto, ad evitare ogni impostazione dirigistica o sovraordinata; solo in alcuni casi il rapporto è andato avanti.

 

Con un progetto dal titolo “FeelGoodCities – Co-creating public spaces for social inclusion, health and well-being”, tre Contraenti (Municipio Roma I Centro – Consorzio Tiberina – Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) hanno risposto alla call SC5-2019-2 del Programma Horizon 2020 sul tema “Visionary and integrated solutions to improve well-being and health in cities”, in una compagine internazionale comprendente altri dodici partner da Germania, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia, Bulgaria. Esito atteso nel prossimo Maggio. La cifra complessiva richiesta, senza necessità di cofinanziamento, è di 10 milioni di euro.

Dalla sintesi:

Rome is the capital of Italy with a total of 3,000,000 inhabitants. The test sites are the banks of the Tiber river in the city centre (Municipio I). The banks of the river are not used to their full potential at the moment, and some areas have even become dilapidated and degraded. There are additional issues with the quality of water. The goal is to promote the river area as a place for sports, recreational and cultural activities. The resulting solutions will lead to an increase in physical activity, and to an increase in the use of the possibilities for recreation and culture. This will also lead to opportunities for businesses adjacent to the river that provide these activities, such as restaurants. The target groups for these solutions are residents as well as tourists.

Si tratta di un progetto molto innovativo, con importanti impatti positivi attesi:

-        high quality, multifunctional, public spaces able to integrate digital, social, cultural and nature-based innovation to enhance health and well-being, while ensuring 'the right to the city' as specified in the Habitat III New Urban Agenda;

-        European cities being world ambassadors of sustainable lifestyles, providing universal access to greener, safe, inclusive and accessible public spaces, also accounting for the gender dimension;

-        participatory approaches in re-designing and transforming public spaces to increase health and well-being in cities through innovative public-private-people partnerships (PPPPs);

-        more comprehensive assessment of the sustainability and resilience of cities through the development of health and well-being indicators;

-        establishing innovative monitoring systems to measure benefits and capture the multiple co-benefits created by nature-based solutions in terms of health and well-being.

 

Associazione Amici del Tevere e Consorzio Tiberina

 
La Francia salva le api e vieta tutti i 5 pesticidi responsabili della loro morte PDF Stampa E-mail

La Francia salva le api e vieta tutti i 5 pesticidi responsabili della loro morte

 
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Francia sempre più green, dopo il divieto sull’uso del glifosato, bandisce i cinque pesticidi responsabili della morte delle api, insetti impollinatori che permettono la sopravvivenza del Pianeta.

 
 

E’ ufficiale: la Francia è il primo paese europeo a vietare i cinque pesticidi che uccidono le api accogliendo l’allarme delle Nazioni Unite che annunciavano che il 40% degli impollinatori rischia l’estinzione globale per diversi fattori, tra cui l’uso smodato di pesticidi.

Già nel 2016, il paese francese aveva bandito il glifosato, salvato invece in Italia. Come sappiamo nell’Unione Europea sono vietatu tre dei cinque pesticidi neonici usati dagli agricoltori (clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam, thiacloprid e acetamiprid), mentre la Francia li mette tutti al bando.

Una buona notizia per insetti, api e farfalle che si nutrono proprio del raccolto trattato con i pesticidi e rischiano, dunque, di essere esposti a livelli nocivi di neonicotinoidi. Polline e nettare sono intaccati così come le piante vicine alla zona in cui i pesticidi vengono spruzzati.

Diversi studi hanno dimostrato che i pesticidi neonicotinoidi attaccano il sistema nervoso centrale degli insetti, portando alla perdita di memoria e alla riduzione della loro fertilità. Le api che non riescono a trovare la via per tornare all'alveare muoiono rapidamente.

Negli anni Novanta, i pesticidi sono stati testati per la prima volta sui campi francesi, così gli agricoltori hanno assistito in prima persona agli effetti che si sono verificati sugli insetti. Nel 1994, 400mila colonie di api sono morte in pochi giorni, eppure la vicenda è stata sottaciuta per interessi delle lobby. Adesso però la Francia dice basta, grazie anche all’impegno delle organizzazione ambientaliste e animaliste che in questi anni non si sono mai arrese.

In Italia invece la situazione è diversa,la strada? Tutta in salita. Sono vietati solo tre dei cinque pesticidi e il glifosato è ancora salvo.

 

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Dominella Trunfio

 
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