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Antenna di via Andrea Doria, i Comitati contro l’elettrosmog: “È stata fatta giustizia” PDF Stampa E-mail

7 dicembre 2018 - 14:20 . Trionfale . Ambiente

Antenna di via Andrea Doria, i Comitati

contro l’elettrosmog: “È stata fatta giustizia”

“Fa piacere che la giustizia abbia fatto rispettare le norme. A Roma e anche nel quartiere di Prati ci sono però tanti altri casi in cui non viene osservato il regolamento comunale sugli impianti di telefonia”. Commenta così Giuseppe Teodoro, presidente dei “comitati romani contro l’elettrosmog”, la notizia dello spegnimento dell’antenna di via Andrea Doria.

“L’amministrazione capitolina non sta facendo rispettare il regolamento – ha sottolineato Teodoro -, anzi al contrario sta procedendo verso la strada della sperimentazione di nuove tecnologie come il 5G. Lo spegnimento dell’antenna di via Andrea Doria, che presentava un mancato rispetto delle distanze di sicurezza da luoghi sensibili come le scuole, è frutto di una lunga battaglia legale”.

Per il coordinatore, lo spegnimento non è sufficiente: “Adesso il prossimo passo deve essere lo smantellamento dell’impianto. Più in generale, invece, andrebbe fatto rispettare quel regolamento comunale approvato qualche anno fa e fatto diventare lettera morta per tutelare tutta la cittadinanza”.

 
Altro ciclista ucciso andava al lavoro aveva un figlio autistico. PDF Stampa E-mail

ALTRO CICLISTA UCCISO A ROMA

Anche oggi stiamo a lamentare l’ennesimo incidente nel territorio romano con un ciclista coinvolto.Qualche giorno fa’ era rimasto ferito gravemente un pedalatore in zona ostiense tamponato da un’auto,questa mattina,in via Merulana alle 5,45 e’ morto un sessantenne travolto da un pulman della Terravision.Non si conosce il nome del poveretto ne tanto meno la dinamica dell’incidente.Quel corpo coperto mi trasmette un senso di pieta’ indicibile,un forte abbraccio alla famiglia,ma anche tanta rabbia verso l’Amministrazione Comunale e Regionale che si distinguono per la loro rilassatezza verso l’utente ciclista.Non è il momento di fare critiche ma chi va’ in bicicletta come quel povero uomo non puo’ limitarsi alle condoglianze.Dobbiamo reaggire chiedendo quello che serve per ridurre questi drammi.Quella sella con la lampadina vuol dire che questa persona era in linea con le normative vigenti mentre per quanto riguarda l’investitore,le autorita’  precisano subito che il soggetto è risultato negativo all’assunzione di alcol  e droga.A quando il controllo sui tracciati telefonici e quello della  velocita’?Siamo seri,c’è una famiglia distrutta!

Non ci accontentiamo piu’ che l’utente ciclista sia riconosciuto nel codice della strada,VOGLIAMO CHE SIA ASSEGNATO IL SUO SPAZIO SU TUTTE  LE STRADE come lo si fa’ nelle nazioni piu’ civili.

  1. Di Pretoro

Federazione ciclistica italiana Lazio

Responsabile Piste ciclabili e viabilita’ 

Le foto allegate dell’incidente sono di Riccardo De Luca1-Il corpo coperto del povero sessantenne2-La bici del ciclista ucciso3-Pulman che ha investito il ciclista

 
le proposte di legambiente per un natale sostenibile. PDF Stampa E-mail
 

 

Speciale Natale

 

Le proposte di Legambiente per un Natale sostenibile

Fai del tuo Natale una straordinaria occasione per un regalo originale, che fa bene all'ambiente e agli animali, che aiuta chi ha bisogno a vivere dignitosamente. 
Puoi scegliere uno di questi doni per te o per i tuoi cari, ordinandolo comodamente da casa tua.
Scopri le proposte!
 
Alleva la speranza
 
Al via il crowdfunding promosso da Legambiente e da Enel per aiutare piccoli allevatori del Centro Italia a coltivare nuovi progetti di crescita dopo il sisma del 2016.
"Alleva la speranza" è il nome scelto per questo progetto, da condividere con quante più persone vorranno contribuire ad aiutare alcune piccole imprese, quasi sempre a conduzione familiare, a rimettersi in piedi e coltivare nuovi progetti di crescita. Alle 
donazioni che arriveranno attraverso la piattaforma si aggiungeranno quelle di Enel, perché i progetti di rinascita possano diventare realtà.
Dona ora
 
 
Adotta una tartaruga marina
 
 
Ogni giorno nuovi esemplari di tartarughe marine vengono ricoverati nei nostri centri di recupero, ma molti altri muoiono a causa dei rifiuti abbandonati in mare, del traffico marittimo e delle catture accidentali.
Non possiamo fermarci ora!
A Natale fai un regalo speciale adottando una tartaruga marina: puoi scegliere il kit digitale con foto e certificato di adozione oppure puoi aggiungere una creazione speciale  realizzata con materiali di recupero da quattro bravissime artigiane: Alessandra Mancini, Michela Monaco, Marina Santaniello ed Elisabetta Isman.
L’adozione simbolica è un gesto concreto che contribuisce a finanziare le spese vive dei centri di recupero, le medicine necessarie, gli interventi veterinari e le attività di monitoraggio dei nidi. 
Visita anche il nuovo store Legambiente per Tartalove su Worth Wearing, dove è possibile acquistare t-shirt e felpe di Tartalove.
Adotta una tartaruga
 
 
Piantala!
 
Quest'anno scegli di iscriverti a Legambiente come Socio Sostenitore, e Legambiente pianterà un albero per te.
In più, sarai al centro delle nostre iniziative su tutto il territorio, aiutandoci a rendere l’Italia ogni giorno più verde, bella e pulita.
Dove sarà piantato il tuo albero?
Nel Parco nazionale del Vesuvio, uno dei luoghi più affascinanti e tra i più visitati al mondo, che nel 2017 ha visto andare in fumo ettari di bosco con ingenti danni al patrimonio di biodiversità.      
Iscriviti
 
 
Difendi il mare
 
L’intenso lavoro che da tempo ci vede protagonisti nella protezione del mare ci ha portato negli ultimi mesi a grandi soddisfazioni, a partire dal successo di Spiagge e Fondali puliti e all’indagine sul beach litter, Goletta Verde, Goletta dei laghi e tantissimi altri progetti fino ad arrivare all’attualissima campagna di sensibilizzazione contro la plastica usa e getta usaegettanograzie.it
 

 Ma il nostro amore per l’affascinante pianeta blu non conosce stagioni: tutto il 2019 sarà, infatti, scandito dalle pagine della prima agenda dell’associazione interamente dedicata al mare e ai suoi abitanti.
Acquista l'agenda
 
 
Regala futuro
 
Porta in tavola tutto il buono della Maremma e dell’Italia con  l’eco-pacco di Natale, un dono buono da mettere sotto l’albero. Quattro le confezioni tra cui scegliere: #MaremmaTipica, #MaremmaBio, #MaremmaBuona e #MaremmaGhiotta, confezionate nella scatola riutilizzabile prodotta da Zero Pac. 
Parte del ricavato sarà devoluto al  Progetto Rugiada, importante campagna promossa dalla nostra associazione allo scopo di dare un aiuto concreto ai bambini e alle bambine residenti nelle aree contaminate della Bielorussia a seguito del fall-out radioattivo di Chernobyl. 
Ordina
 
 
 

 

 
 
Legambiente Onlus
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L'ITALIA DEL RICICLO 2018 ROMA 19 DICEMBRE DALLE 9 ALLE 13 30. PDF Stampa E-mail
 
 

Cari Soci e Amici della Fondazione,

siamo lieti di invitarvi alla presentazione del Rapporto "L'Italia del Riciclo 2018", nona edizione del report annuale sul riciclo ed il recupero dei rifiuti, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNICIRCULAR.

L'evento si terrà a Roma il 19 dicembre 2018, dalle ore 9:00 alle ore 13:30, presso la Sala Nazionale Spazio Eventi, Via Palermo 10.

Durante l'incontro verrà presentato il quadro complessivo aggiornato sul riciclo dei rifiuti in Italia, sulle tendenze in atto e sulle dinamiche europee e internazionali. Verrà inoltre illustrato un approfondimento sulla movimentazione dei rifiuti all’interno del territorio nazionale e verso l’estero, vista come un’opportunità per chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti.

La partecipazione all'evento è aperta e gratuita. Per confermare la propria presenza è necessario registrarsi al seguente link:

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In attesa di incontrarvi, inviamo i nostri più cordiali saluti

 

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LA LEGGE 194 NON SI TORNA INDIETRO FIRMATE LA PETIZIONE. PDF Stampa E-mail
 

MAURIZIO —  Il 30 ottobre il Ministro della Salute Giulia Grillo ha rilevato come ancora oggi continui a mancare la garanzia del diritto all’interruzione volontaria della gravidanza in ogni parte d’Italia. Negli ultimi mesi in diverse città italiane - tra cui Verona, Ferrara e Roma - si è iniziato a provare a smantellare quel diritto fondamentale all’interruzione di gravidanza conquistato dai cittadini italiani 40 anni fa. Unisciti all’appello lanciato dalle ginecologhe affinché si tuteli e si dia piena attuazione alla legge 194. Le donne devono essere libere di decidere del proprio corpo.

 
 
 
 
 
Petizione diretta a Giulia Grillo
?#ApplicateLa194: @GiuliaGrilloM5S le parole non bastano
 
 
 

Petizione di Silvana Agatone
Italia

17.268
Sostenitori

 
 
 
 

Egregia Ministra Grillo,

siamo 4 ginecologhe non obiettrici. Da sempre ci prendiamo cura di ogni paziente, nel rispetto della sua dignità e del suo diritto alla libertà riproduttiva.Abbiamo letto le sue dichiarazioni in cui rassicura che la legge 194 non sarà oggetto di revisione.Sappia Ministra che sempre più spesso accade che:

  • quando vuoi interrompere la gravidanza, non trovi negli ospedali medici che ti sostengano e diano seguito alla tua scelta;
  • se vuoi abortire, vieni giudicata e pressata da chi dovrebbe rispettare la tua decisione e permetterti di viverla in tranquillità e sicurezza;
  • non riesci ad usufruire dell’aborto farmacologico, perché in Italia è consentito solo fino a 49 giorni di gravidanza, invece che fino a 63, come in tutti gli altri paesi del mondo.

Tutto questo per noi è inaccettabile.

Come inaccettabile è stata la tragedia di Valentina Milluzzo, morta a 32 anni in un ospedale a Catania, dove pare che di 12 medici obiettori nessuno sia voluto intervenire per praticare un aborto d’urgenza.Ministra, da anni assistiamo a una continua chiusura dei luoghi dove le pazienti possono sottoporsi ad interruzione di gravidanza volontaria.Nel 2015 su un totale di 614 ospedali solo 385 effettuavano l’aborto (ovvero solo il 59,4%).
Nel 2016, da 385 si è passati a 371 e da allora continuano a diminuire.

Nella realtà, quindi, poco più della metà degli ospedali garantisce il rispetto della legge.Inoltre delle strutture che danno la possibilità di usufruire della legge 194 solo una piccolissima percentuale permette alle donne che scoprono di avere un feto gravemente malformato di sottoporsi ad aborto dopo i 90 giorni di gravidanza. Nel 2016, in tutto il Lazio, su un totale di 41 ospedali, solo 20 garantivano la possibilità di abortire in sicurezza e di questi solo 6 praticavano l’aborto per malformazioni del feto.Tutto questo vuol dire che, a meno che una donna non sia ricca, il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione, con il rischio di arrivare fuori tempo nei pochissimi ospedali dove vi sia un ginecologo disponibile.ln questo penoso scenario, lo Stato accetta l’obiezione anche di medici e infermieri che dovrebbero assistere le pazienti prima, durante e dopo l’intervento. L’obiezione di coscienza di anestesisti e personale di sala operatoria che dovrebbero garantire la sicurezza delle donne, provoca di fatto umiliazione e abbandono della paziente che richiede l’IVG. Tutto ciò disattende in maniera clamorosa l’articolo 9 della legge 194/78 che obbliga tutti gli Enti ospedalieri a garantire l’effettuazione delle interruzioni volontarie di gravidanza. Il personale ospedaliero in molte strutture sanitarie subisce pressioni e mobbing per firmare l'obiezione.No, non possiamo accettarlo.Lei ha sottolineato che, in quanto Ministra della salute, sia suo dovere adoperarsi perché la legge sia applicata in ogni sua parte e in tutto il territorio nazionale. Non ci basta la rassicurazione che la legge non sarà sottoposta a revisione.Per garantire i diritti di ogni donna, la strada è una sola :

  • lei deve disporre l’erogazione del servizio IVG in ogni ospedale, istituendo la presenza obbligatoria di ginecologi non obiettori 24 ore su 24, così da garantire piena applicazione alle disposizioni della legge;
  • lei deve sanzionare le direzioni sanitarie che non assicurano piena assistenza a chi ne ha bisogno e diritto;
  • lei deve istituire una helpline nazionale e gratuita con un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24, gestito direttamente dal Ministero della Salute, per informare e accompagnare le donne respinte da medici/ospedali obiettori così che possano ottenere l'IVG a cui hanno diritto.


La legge 194 è una legge di civiltà, voluta da tante e tanti cittadini italiani. Non vogliamo che le ragazze e le donne ricomincino a morire di aborto clandestino.È compito suo, Ministra, tutelare il diritto alla salute delle donne e che oggi, uomini e donne, le chiedono di difendere firmando questa petizione.


Silvana Agatone - Ginecologa non obiettrice

Elisabetta Canitano - Ginecologa non obiettrice

Concetta Grande - Ginecologa non obiettrice

Giovanna Scassellati - Ginecologa non obiettrice 

 
 
 
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