| Manifestazione contro la chiusura dei Parchi. |
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Contro tagli ai parchi, dipendenti e ambientalisti in piazza''Manovra ci fara' chiudere'' dicono dalla piazza ambientalisti e dipendenti
Un sit-in davanti alla sede del ministero dell'Ambiente e' stato promosso dai rappresentanti delle principali associazioni ambientaliste e dei parchi nazionali. La protesta è stata indetta contro il taglio del 50% dei fondi assegnati ai parchi nazionali, che potrebbe portare alla loro chiusura "proprio nell'anno della biodiversita", spiegano le associazioni ambientaliste in un comunicato, lanciando una sfida al ministro Prestigiacomo al premier Berlusconi e al Parlamento. "Se il governo si affiderà concretamente per strategie pluriennali - affermano - le aree protette sapranno mostrare in maniera più efficace l'enorme beneficio in termini di conservazione e sviluppo socio-economico sostenibile". "I parchi sono importanti per la tutela faunistica e lo sviluppo locale per questo siamo molto preoccupati dai tagli che verranno operati", spiega Elio Tompetrini dell'Associazione 394. Presente al sit-in tra gli altri il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi secondo il quale "l'appello lanciato oggi è che il bel paese si renda conto delle ricchezze naturalistiche che ha e voglia dedicare a questo patrimonio anche una piccola parte del proprio bilancio". Tra i politici presenti il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che ha detto: "Il ministro ha una grave responsabilità perché da tempo ormai al ministero manca un direttore delle aree naturali protette. Nessuno quindi nel dibattito sulla Finanziaria è intervenuto a difesa delle aree naturali protette. Faremo ricorso all'Unione Europea perché intervenga sulle gravi inadempienze del governo italiano in merito alle direttive comunitarie". Anche Wwf e Lipu sono scesi in piazza, insieme a coloro che garantiscono la gestione e la vigilanza nelle aree protette, contro il taglio del 50% ai finanziamenti dei Parchi nazionali, una riduzione drastica prevista dalla manovra economica, che rischia di compromettere la sopravvivenza stessa di questi 23 scrigni di biodiversità , che consentono di difendere 1 milione 437 mila ettari di territorio, ovvero il 5% del territorio italiano e di tutelare decine di migliaia di specie animali e vegetali, tra cui specie simbolo del nostro Paese come l'orso o il lupo, garantendo allo stesso tempo i servizi naturali indispensabili alla vita- come la qualità dell'aria e dell'acqua, il cibo, la protezione dal rischio idrogeologico -e un importante indotto economico legato al turismo e ai posti di lavoro. Nel 2010 Anno della biodiversità , affermano le due associazioni ambientaliste, "sarebbe davvero assurdo cancellare i parchi con il colpo di scure di un taglio indiscriminato e irresponsabile proprio mentre sta per vedere la luce la Strategia nazionale, che assegna ai parchi un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione imposti anche all'Italia dagli accordi internazionali - dicono Wwf e Lipu - Il taglio dei parchi è un pessimo biglietto da visita del nostro Paese in vista del vertice mondiale sulle biodiversità , che si svolgerà ad ottobre a Nagoja in Giappone, ed è un falso risparmio: il taglio è di solo 25 milioni di euro (un caffè all'anno per ogni italiano)". |












