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Giovedì 04 dicembre 2008
850 Bici a Milano, 65 rastrelliere dal 4 dicembre 2008

25 euro abbonamento annuale prenotabile dal sito Bikemi

 
MILANO giovedì 04 dicembre 2008, 07:00
Bike sharing al via,
di Maria SorbiVota1 2 3 4 5 Risultato Strumenti utili Carattere Salva l'articolo Invia a un amico Stampa Rss Pdf Segnala su OKNOtizie Commenti Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it

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aiuto Milano monta in sella. Dopo la falsa partenza, causa neve, della scorsa settimana, il servizio delle bici a noleggio è attivo. Nei 66 parcheggi a disposizione sono schierate 850 biciclette e nel giro delle prossime settimane la flotta crescerà fino a 1.400 bici e 103 stazioni. Per arrivare in futuro a cinquemila bici. Insomma, Milano sta per cambiare volto: tutti pronti a pedalare e a scampanellare agli incroci. In un solo giorno sono state 145 le bici noleggiate. Il debutto tuttavia già registrato qualche intoppo: «Il sistema era in tilt - racconta il consigliere del Pd Francesco Maran - e non sono riuscito a prendere la bicicletta». Questione di rodaggio.
«È un progetto all’avanguardia - assicura il sindaco Letizia Moratti, che ieri ha inaugurato il servizio, improvvisandosi ciclista -, un sistema pratico, facile da utilizzare ed ecologico». L’investimento messo in campo dal Comune ammonta a cinque milioni di euro, mentre i costi di gestione del servizio saranno coperti dagli introiti pubblicitari gestiti dalla società Clear Channel. «Vogliamo che il servizio - aggiunge il sindaco - si integri con il piano per le piste ciclabili. Contavamo 67 chilometri di piste nel 2006, arriveremo a 120 chilometri». Già c’è un nutrito popolo di ciclisti: sono 712 gli abbonati al servizio, quelli che hanno già in mano la tessera magnetica per liberare le bici dalle rastrelliere. Le tessere sono acquistabili agli Atm point e sul sito bikemi.it.
«Milano - spiega Elio Catania, presidente di Atm- ora ha un vero sistema di trasporti integrato e calibrato per ogni esigenza».
Funziona così: il servizio è gratuito per la prima mezz’ora. Costerà 50 centesimi ogni mezz’ora successiva fino a due ore e oltre le due ore costerà due euro. La quota annuale è di 25 euro e quella settimanale di 6 euro. Il ticket giornaliero per gli usi occasionali sarà di 2,50 euro. Comodo, non c’è che dire. Con un unico neo: per accedere al servizio bisogna per forza di cose avere una carta di credito e non tutti, soprattutto i giovani, ce l’hanno. «Milano è la prima città in Italia a dotarsi del servizio bike sharing a larga diffusione che ci pone all’avanguardia insieme alle grandi città europee» spiega l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci. L`idea del bike sharing a Milano è nata nel 2007 quando il Comune, con il supporto di fondazione Cariplo, ha avviato un lavoro di analisi e di approfondimento, per studiare quello che poteva essere il servizio più adatto per la città. Si è scelto per questa soluzione, per attraversare Milano in lungo e in largo su due ruote. Magari con tanto di mascherina antismog.
Ovviamente i Verdi applaudono all’iniziativa. Ma subito chiedono piste ciclabili e percorsi sicuri. Già oggi la vita per i ciclisti non è facile, tra auto, tram, autobus e scooter che sfrecciano in sorpasso. Figuriamoci quando in giro ci saranno centinaia di biciclette in più. «Ora vanno rispettate le promesse - esorta il capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino, Maurizio Baruffi -, se l’assessore all’Ambiente Edoardo Croci ha bisogno di alleati per portare avanti iniziative per la mobilità sostenibile in giunta, i migliori saranno i ciclisti e quanti useranno questo servizio di bikesharing».
Dal 28 novembre saranno disponibili per i milanesi 800 biciclette e 65 rastrelliere dislocate all’interno della cerchia dei Bastioni, nei pressi di fermate di bus, tram e metro con abbonamento annuale da 25 euro prenotabile dal sito Bikemi. Insomma Milano come molte altre capitali europee in quanto a mobilità sostenibile e a bike sharing.

Bene, direte, e il problema dove sta? Secondo Eugenio Galli presidente Fiab Ciclobby mancherebbero, per completare il progetto, proprio le piste ciclabili. Dice infatti:

Nel giorno in cui viene presentato alla stampa il nuovo servizio di bike sharing del Comune di Milano (BikeMi), che prende il via ufficialmente il prossimo 24 novembre e la cui campagna di raccolta abbonamenti è partita con buoni numeri a inizio settimana, da Palazzo Marino arriva, in modo del tutto incidentale, anche la notizia che il Piano della Mobilità Ciclistica non passerà come documento della Giunta, bensì resterà come mero atto interno di indirizzo, del tutto informale, mentre sindaco e assessori si limiteranno ad esaminare e approvare di volta in volta i singoli provvedimenti attuativi.

E dunque i milanesi le bici dove le muoveranno?