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DIRITTO DEL CICLISTA AD AVERE IL SUO SPAZIO SULLA STRADA:PARTIAMO DALLA CORSIA DI RISPETTO PDF Stampa E-mail

DIRITTO DEL CICLISTA AD AVERE IL SUO SPAZIO SULLA STRADA:PARTIAMO DALLA CORSIA DI RISPETTO

Preg.ti

Diego De Lorenzis

Alessandro Morelli

Francesco Silvestri

 

Commissione Trasporti della Camera

 

                                                                                                Lettera   Aperta

In questi giorni state apportando delle modifiche al Codice della Strada che riguardano la mobilita’ ciclistica.Pian pianino qualcosa si fa’ ma avrei preferito che si andasse a trattare il nocciolo del problema ovvero “riconoscere concretamente il ciclista utente della strada ed assegnargli SEMPRE il suo spazio anche se la carreggiata è stretta 7 metri”.

Non è utopia,infatti,dove non è possibile realizzare le piste ciclabili e le ciclovie,in Olanda,Germania,Svizzera ecc. non manca mai la “CORSIA DI RISPETTO PER IL CICLISTA”.Soprattutto in uscita dalla citta,lungo le strade provinciali verso le mete turistiche,tali linee sono ben piu’ importanti della segnaletica verticale.Non causano limitazioni alla circolazione perche’ gli autoveicoli possono invaderle in assenza del ciclista,non richiedono grandi finanziamenti,solo due strisce sulla carreggiata.Il costo sara’ all’inizio quando si dovra’ sistemare la banchina spesso malmessa.In fondo come facciamo a pedalare a destra se non si fanno questi lavori di manutenzione ordinaria?Poi a concludere tale corsia,va’ collocata la banda rumorosa contro la distrazione dell’automobilista.

E’ giunto il momento di inserire la CORSIA DI RISPETTO nel codice della strada,al piu’ presto,Vi prego.

  1. Di Pretoro

Roma,12 2 2019

Il mio parere sugli argomenti trattati in questi giorni:

-Senso unico eccetto bici ,Casella avanti ai semafori e parcheggio nelle aree pedonali ecc.  ok

-Uso del casco,personalmente,pedalando prevalentemente in citta’,non esco di casa senza indossarlo(fuori gli incidenti sono piu’ violenti ma lo uso uguale).Il Sindaco di Utrecht dice che costituisce un disincentivo perche’ lui è al sicuro di numerose piste ciclabili,non prende le sportellate in faccia.

-Percorrere in bici nelle corsie preferenziali dei bus e taxi.Non fatelo mai qui a Roma,è una vera pazzia.In tante citta’ le ho percorse,ma la corsia ciclabile era ben segnata e soprattutto il rispetto per il ciclista era diverso da quello della Capitale.

-Hoverboard,Skate e monopattini  sulle piste ciclabili,una guerra.Questi mezzi non hanno freni e noi ciclisti della loro abilita’ non ci fidiamo.