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PERCHE' I CICLOSPORTIVI SONO DIMENTICATI DALLA CAPITALE ? PDF Stampa E-mail

PERCHE' I CICLOSPORTIVI SONO DIMENTICATI DALLA CAPITALE ?

Partiamo dal principio che una Capitale moderna non dovrebbe fare distinzione fra i ciclisti urbani,cicloturisti e ciclosportivi.Tanti giorni si va’ al lavoro in bici poi,la domenica,verso il mare o i Castelli Romani, con la bici da corsa,vestiti come un professionista.Vi sembra strano?In Olanda avviene proprio cosi’ in tutte le stagioni,anche quando piove.  Sviluppare una seria ciclabilita’ significa fornire a chi pedala le infrastrutture utili per muoversi in sicurezza nel territorio ivi compresa l’area metropolitana .Esaminando il Piano Urbano decennale della mobilita’ sostenibile(di Roma),si notano 91 km di Bike Lanes e Piste Ciclabili  (compresi i 45 km del Grab),2.000 parcheggi ed alcuni hub Parking ecc. tutto finanziato con 31 milioni di Euro e da realizzare entro 3 anni,poi altri entro lo scadere decennale del Pums.

Benissimo,chi non vuole una citta’ ciclabile insieme al mezzo pubblico che limiti l’oppressione della motorizzazione privata?Peccato che non sia previsto nulla per mettere in sicurezza i ciclisti desiderosi di uscire dalla Capitale verso le vicine  mete turistiche,nemmeno una ciclovia tanto in uso nell’Europa del nord.E’ come dire ai  ciclosportivi ,ai cicloturisti, “andate dove volete ma a vostro rischio e pericolo”.Questo non è accettabile per una Capitale che vuole crescere ciclisticamente avvalendosi della consulenza di Amsterdam,di Copenaghen e di Monaco.Ci vuol tanto a chiedere a loro come si realizzano le corsie di rispetto per il ciclista quando esce dalla citta’?(Foto 1b)

Si parla nel Pums di Via Ostiense,Nomentana,Tuscolana e Prenestina solo per qualche km nell’interno della citta’  mentre,il Progetto principe,la ROMA-FIUMICINO LUNGO IL TEVERE,esecutivo dal 2007,finanziato per due volte(circa 1.700.000 Euro ciascuno)dalla Regione Lazio è stato relegato nel Piano Urbano tra le ciclovie a “lunga scadenza”.Un bel vergogna questa volta ci sta’!Questa pista,quasi conclusa per la sua competenza da Fiumicino,oltre ad avere una valenza turistica straordinaria è soprattutto,un “salvavita” per i migliaia di cicloturisti che ogni giorno vanno verso il mare.Sicuramente,i cittadini romani,avrebbero gradito che con i 31 milioni di Euro(opere da concludere entro i tre anni) si realizzassero ,una volta per tutte,i 10,5 km della Roma-Fiumicino visto che la spesa non è poi cosi’ elevata(340.000 Euro a km  per un totale di 3.570.000 Euro)(Foto 1-2).

I signori Amministratori della Capitale e della Citta’ Metropolitana(la Sindaca di entrambi è sempre Virginia Raggi) devono capire che i cicloturisti,i ciclosportivi, sono tanti,tantissimi esistono e vanno tutelati sulle nostre strade.Non servono tanti soldi per migliorare la loro sicurezza,non sara’ quella della ciclovia separata dalla viabilita’ ordinaria ,ma un passo in avanti verso il riconoscimento istituzionale.Di seguito alcune iniziative necessarie :

1 Non disattendere piu’ la legge n. 285 “quando si costruiscono nuove strade e si effettuano i lavori di straordinaria manutenzione,si deve prevedere la pista ciclabile adiacente”.Chi doveva controllare in occasione dell’allargamento di Via Laurentina e Tiburtina?Solito mutismo,tanto a pagare sono sempre le utenze deboli.

2 Lisciate e pulite il margine destro della strada,vicino alla  banchina.La legge 143 del cds intima  di tenere sempre la dx ed i ciclisti pedalano nell’inferno.Per salvarsi da una buca si rischia spesso l’investimento dei mezzi piu’ veloci.(Foto 3).Finiamola di asfaltare le strade per gli automezzi lasciando il posto dove pedalano i ciclisti in balia delle trappole.Loro hanno gli ammortizzatori,il ciclosportivo no(Foto 4).Per non parlare della legge 182 comma 9 “i ciclisti devono pedalare nelle pc quando ci sono”.In questo caso sarebbe meglio aggiungere”quando sono in buone condizioni “. 

3 La Banda rumorosa attende la sua collocazione dove gia’ esiste la corsia di sosta  sufficientemente larga(mt 1,25).Questa striscia a terra è utile in una mobilita’ sempre piu’ distratta.Forse,tanti ciclisti non sarebbero stati investiti,vedi Via Aurelia,litoranea Ostia –Torvaianica,Via Appia Nuova,Via Cristoforo Colombo,Via Tiberina,Via Tiburtina ecc.(Foto 5-6).

4 Nei percorsi piu’ frequentati dai ciclisti romani(vedere allegato) è ora di sprecare qualche soldo per segnalare la loro presenza agli automobilisti(sicuramente valgono almeno quanto la mucca).Quelli di pericolo o di sorpasso  a distanza adeguata, sono i piu’ indicati.(Foto 7-8).

5 La CORSIA di RISPETTO  del CICLISTA  è sempre piu’ comune nell’Europa del nord.Si colloca su tutte le strade anche se strette 7 mt.,non limita il flusso della circolazione perche’ in assenza del ciclista puo’ essere invasa dai motorizzati,costa pochissimo,il ciclista è piu’ visibile grazie allo spazio ben definito,favorisce la realizzazione della rete ciclabile.Da qualche anno è interessato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti,nonche’ la Commissione trasporti della Camera.

Sarebbe opportuno che l’Assessora della Citta’ in movimento-Comune di Roma- si faccia sentire al piu’ presto per far inserire tale infrastruttura nel Codice della strada.(Foto 9-10).

 

6 Roma non ha le infrastrutture ciclistiche per  far divertire i nostri giovani. Serve a poco insegnare l’educazione stradale nelle scuole se le biciclette poi rimangono in cantina.E’ mai possibile che non si trovi il terreno per impiantare un ciclodromo di 2 km?Ne sarebbero sufficienti 4 per soddisfare la Capitale.Il costo?Intorno ai 3.000.000 con la foresteria( per i quattro) .Se si pensa che il polo notatorio di Ostia è partito dai 12 milioni di Euro per lievitare dopo numerose interruzioni a 40.Per i ciclodromi sarebbero solo spiccioli per il Bilancio della Capitale.(Foto 11-12)

Tante promesse si sono disperse nel tempo,cari signori Ciclosportivi,mettetevi l’anima in pace,l’Amministrazione del Comune di Roma non vi considera,per loro siete piu’ o meno che dei fantasmi.E’ il momento del dialogo competente ed incessante fra gli Assessori di Roma e del Lazio e la Federazione ciclistica italiana,gli Enti di promozione,le Associazioni , per non far disperdere il gran lavoro delle scuole di ciclismo,le numerose campagne per la sicurezza del ciclista, nella dura realta’ della strada.In ultima analisi,visto che a pagare è sempre chi pedala,mi sembra democratica una civile protesta !La strada è tracciata,l’importante è arrivare a destinazione gioiosamente.

  1. Di Pretoro

In allegato l’elenco delle strade intorno a Roma piu’ percorse dai ciclosportivi.

Roma ,15 6 2019