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Bike Shating a Roma? Si paga e fa ride dal 1 giugno 2009 |
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Notizie dal bikesharingroma
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1 Giugno 2009, la morte del Bike Sharing Romano Riporto dal sito bikesharingroma.com un articolo di Massiliano Tonelli che inquadra perfettamente la situazione che ci troveremo dal 1 Giugno a Roma, sconcerto e incazzatura (permettetemelo) vanno ad aumentare.
La difficoltà che questo importante servizio da subito si è trovato ad affrontare viene cosi annullata. Ora non voglio parlare di responsabilità ... (ufficio biciclette, ass.all'ambiente, comune e ATAC ) ma di scelte.
Il noleggio bici è servito e il fallimento è assicurato. Tutte le realtà di Roma che hanno combattuto giorno e notte (e su queste pagine ne abbiamo largamente parlato) affinchè si trovasse una soluzione alla gestione di CEMUSA dovrebbero essere d'accordo nel boicottare questo falso bike sharing e chiedere a gran voce che venga restituito alla collettività quello che nel resto del mondo è una realtà consolidata.
Il sindaco ha fatto le sue scelte e noi non vogliamo pagare la sua incompetenza. Vi chiedo per l'ennesima volta una sforzo enorme, essere presenti tutti Giovedi 28 maggio ore 16:00 in Piazza del Campidoglio per scongiurare l'ennesimo fallimento.
Alemanno stiamo arrivando! Ecco l'articolo di Massimiliano Tonelli:
La gestione del bike-sharing romano, che dal 1 giugno passa ufficialmente ad Atac, ha confezionato -a quanto anticipa il Corriere della Sera- la morte del servizio sulla città di Roma. Per la prima volta al mondo una città avrà un bike sharing con stazioni a macchia di leopardo (qualcuna in centro, qualcuna a Piazza Bologna, qualcuna a Ostia) senza la minima integrazione; per la prima volta una città del mondo avrà un bike-sharing che invece di essere pagato dalla pubblicità , viene pagato dagli utenti.
Sparirà il cencetto stesso che è alla base del servizio di bike-sharing, di tutti i servizi di bike-sharing sul pianeta terra: la gratuità della prima mezzora. Non avendo le palle per affossare definitivamente un servizio considerato "di sinistra" (ma allora come mai viene sviluppato alla grande a Milano?), la giunta del pavido Retromanno adotta la strategia di una eutanasia pietosa sfilando il bike-sharing romano dal novero di tutti gli altri bike-sharing da Parigi a Barcellona, da Milano a Lione, da Siviglia a Brescia.
I tecnici di Atac non si sono evidentemente chiesti come mai, in tutto il mondo, la prima mezz'ora di utilizzo è gratuita; gli stessi tecnici non si sono chiesti come mai, in tutto il mondo, la tariffa non è uguale per tutte le ore bensì cresce all'aumentare delle ore di utilizzo per disincentivare chi tende a trattenersi per troppo tempo la bici non ri-mettendola in condivisione (ché sharing significa, in italiano, 'condivisione).
Le scelte strategiche di Atac (si pagherà 0,50 cent per ogni mezzora a partire dalla prima) porteranno il servizio ad essere inutilizzabile ed inutilizzato. A vantaggio di chi? Non certo di Atac, non certo dell'utenza cheppure con un servizio così ridotto era arrivata a oltre 3mila iscritti.
A vantaggio però certamente di quel partito della macchina, anzi della maghina, che è così fantasticamente rappresentato da un anno a questa parte dall'amministrazione comunale. Dal primo giugno l'europa e l'occidente tutto ha un motivo in più per ridere della nostra città : Roma si è inventata un modello di bike-sharing che è di fatto un noleggio bici. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da disperarsi.
PS. volete ancora ridere? La sperimentazione di questo piano durerà sino al 31 dicembre 2010. Considerando che si è iniziato a sperimentare a giugno 2008, ciò significa che si parla di due anni e mezzo di sperimentazione per un servizio che funziona dovunque e con clamorosi risultati e che quindi non ha nulla da sperimentare. Colpa dei nostri amministratori incapaci o colpa dei cittadini che si fanno tranquillamente prendere per il naso senza aprir bocca? |
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