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LA SICUREZZA DEI CICLISTI E' POSSIBILE IN CITTA' e FUORI PDF Stampa E-mail
 LA SICUREZZA DEI CICLISTI E' POSSIBILE IN CITTA' e FUORI
Provenienza del messaggio:Roma IT (L'indicazione della città è una approssimazione. )

Da: Gianfranco di Pretoro < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >'; document.write( '' ); document.write( addy_text61454 ); document.write( '<\/a>' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
Inviato: venerdì 29 maggio 2026 01:01
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Oggetto: LA SICUREZZA DEI CICLISTI E' POSSIBILE IN CITTA' e FUORI

  1. DI PRETORO                                                                 Roma,29 5 2026

Federazione Ciclistica Italiana Lazio

Responsabile Piste Ciclabili e Sicurezza

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                         -Ill.ma   GIORGIA MELONI,Presidente del Consiglio dei Ministri

                         -Ill.mo   GIANCARLO GIORGETTI,Ministro dell’Economia

                         -Preg.to MATTEO SALVINI,Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

                         -Preg.to ANDREA ABODI,Ministro per lo sport

                         -Preg.to FRANCESCO ROMA,Presidente della Regione Lazio

                         -Preg.to ROBERTO GUALTIERI,Sindaco di Roma e dell’Area Metropolitana

                         -Preg.to CORRADO DAGNONI,Presidente della Federciclismo 

                                                                 Lettera Aperta                                                                          

                   LA SICUREZZA DEI CICLISTI E’ POSSIBILE IN CITTA’ e FUORI

Ieri mattina,in videoconferenza con la commissione IV del Municipio Roma Eur,durante l’esame della mia proposta per un Ciclodromo(Foto 1) nel loro territorio,ho appreso dai media la morte di una giovane ciclista nella zona di Aprilia.Sono distrutto per questa continua carneficina.Non ho piu’ parole per i famigliari.Lo Stato,la Regione del Lazio,l’Area Metropolitana della Capitale devono tutelare i ciclisti sulle strade extra urbane.A torto od a ragione paga sempre chi pedala!La strada dov’è accaduto l’incidente è una delle peggiori,con stradine laterali(la poveretta si è inserita da una di queste),stretta,trafficata,dove il ciclista è di troppo(Foto 2).

Continuo,anno dopo anno,ad acquisire l’esperienza olandese ed ora affermo con forza che la sicurezza per i ciclisti è migliorabile su tutte le strade purche’ i nostri Amministratori comprendano la fragilita’ di chi pedala,trasmettino la nostra paura ai motorizzati(Foto 3) sempre piu’ protetti nell’interno dei loro mezzi e gli stessi ,si attivino a diminuire gli incidenti che ci riguardano con una serie di infrastrutture ben ponderate.Da parte del sottoscritto,ho sempre chiesto di sistemare il margine destro della carreggiata(Foto 4) ed aumentare i controlli con una strumentazione piu’ moderna(Foto 5).

Nella CAPITALE,la situazione è migliorata(foto 6),ma i pericoli arrivano proprio nell’interno delle piste ciclabili:scarsa manutenzione,pedoni in libera uscita,cani,monopattini,biciE,moto e qualche mezzo parcheggiato(Foto 7-8).La dizione “ciclopedonale”fu un grave errore che sottolineai a suo tempo con gli Assessori romani .Vi confido, che talvolta preferisco pedalare nella strada aperta al traffico! 

Si fa’ sempre piu’ pressante la richiesta di CICLODROMI polivalenti nei pressi delle aree urbane(Foto 9-10).Un circuito ciclistico asfaltato,il percorso salute,la foresteria e tanta serenita’ per le famiglie e gli anziani in un contesto bucolico a prezzi contenuti.Il miglior impianto,quello di Cesenatico è costato 1.380.000 Euro.Per Roma,in considerazione della sua vastita’,ne ho chiesti quattro da collocare nei punti cardinali.Secondo il censimento del CONI a Roma,nel 2016,esistevano 2221 impianti sportivi e 6336 spazi per l’attivita’ fisica.Per il ciclismo “NIENTE”,solo 9 piste ciclabili.La mancanza di abilita’ su due ruote,si fara’ viva quando i nostri giovani guideranno il motorino e poi la mini car.

In tante citta’ visitate,l’attraversamento avviene anche nei parchi tramite una corsia asfaltata.Solo a Roma trovano l’asfalto demoniaco.E’ un grave errore perche’ questo materiale, è piu’ duraturo e scorrevole,facilita inoltre, il movimento dei disabili(Foto 11).

Per i ciclisti, il panico subentra nelle STRADE EXTRA URBANE ,spesso trascurate dai controlli e dalla manutenzione,in balia di menti alterate dalle sostanze vietate,dalla fretta e dall’infernale telefonino(Foto 12).Peccato,perche’ il cicloturismo è sempre piu’ praticato in Europa!

Non capisco perche’ in Italia non si adotta il sistema olandese nei riguardi di chi va’ in bicicletta : il ciclista,essendo utente della strada come tutti gli altri, ha diritto allo spazio ben evidente sulla carreggiata ed il dovere di comportarsi nel rispetto delle regole.Di seguito,le infrastrutture utili anche alla sicurezza del ciclista italiano nelle strade extra urbane :

*Strada larga oltre gli 8 mt.

-Si realizza la Corsia separata dalla viabilita’ ordinaria(Foto 13).In Italia si potrebbero bonificare le pericolose cunette laterali(Foto 14).

-Corsia separata dalla viabilita’ ordinaria in modo artificiale (Foto 15).

*Strade strette,meno di 8 mt.

In Olanda non manca mai la corsia ciclabile ben evidente.Si è capito che la sua presenza diminuisce l’investimento ciclistico del 35%.Puo’ essere tratteggiata(Foto 16) o colorata (Foto 17).Queste infrastrutture non creano disagio alla mobilita’ perche’ i motorizzati possono invaderle purche’ non ci siano i ciclisti(Foto 18).Cosa si aspetta ad inserire nel nostro Codice della strada questa corsia ciclabile?

Ultimamente,in Olanda,a causa della distrazione dei guidatori si è collocata nella parte esterna della corsia la Banda Rumorosa (Foto 19).In Italia ci sono tante strade fornite della corsia di emergenza o di sosta(Foto 20),sarebbe sufficiente aggiungere la banda rumorosa per portare la sicurezza del ciclista al 45-50%(Foto 21).

La Federazione Ciclistica Italiana Lazio non chiede opere colossali e costose ma infrastrutture idonee per pedalare piu’ rispettati nella difficile convivenza con i motorizzati.

  1. Saluti 

Gianfranco Di Pretoro

FCI LAZIO