| CIRCUITO,SARA' IL FUTURO DEL CICLISMO SU STRADA MA CON TANTE SOTTOLINEATURE ! |
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" style="color:rgb(51, 51, 51);text-decoration:none">Gianfranco di Pretoro
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Provenienza del messaggio:Roma
Da: Gianfranco di Pretoro <
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; Carissimi Alessandro Fabretti e Francesco Pancani Affermo subito che questa volta,per intenderci all’arrivo di Milano durante il Giro 2026,si è preso la decisione non opportuna da parte della Presidente di giuria ed una pessima figura dei ciclisti che l’hanno esposta.Da ex ciclista agonista e pistard, posso affermare che non esistevano i pericoli seri per i concorrenti.In considerazione della tipologia del percorso e della possibile velocita’ elevata,la neutralizzazione della gara era sufficiente stabilirla negli ultimi 5 km. Nel mio lavoro sul “ Rinnovamento del Ciclismo su strada”, inviato piu’ volte all’UCI,mi permetto di criticare la lunghezza del circuito visto che il pubblico vedeva il passaggio dei ciclisti ogni 17 minuti.Questo non è un buon servizio al ciclismo spettacolo.Propongo,per qualunque percorso,la lunghezza del circuito dai 5 agli 8 km come nel GP Liberazione di Roma.Nessuna ammiraglia al seguito,solo auto neutra dietro i corridori e postazione fissa per le squadre.Solo in quest’ultimo caso,durante le gare a tappe,il tempo dei concorrenti,verra’ presso all’ingresso nel circuito. Ultima osservazione:basta affermare che una gara è breve se misura 130-150.Sono il futuro del ciclismo! Sono antiche quelle con il chilometraggio superiore.In tutti gli sport che contano,il tempo di gara è lo stesso per i mondiali o per le regionali.Viene premiata l’abilita’ e la velocita’ dell’esercizio .La resistenza non paga piu’ ! Arrivederci a Roma sperando che la gara non sia fermata dai sampietrini.
Federazione Ciclistica Italiana Lazio Responsabile piste ciclabili e sicurezza |










