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Domenica 02 Maggio 2010 12:42

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Fotovoltaico Piemonte e Valle d’Aosta: WWF per tutela campi coltivati

Posted: 29 Apr 2010 01:51 PM PDT

fotovoltaico-campi-coltivatiGrazie agli impianti fotovoltaici a terra, che di norma hanno grandi dimensioni, l’Italia può riuscire a conseguire gli obiettivi di abbattimento delle emissioni entro l’anno 2020, ma nello stesso tempo, oltre al rispetto di vincoli precisi, occorre anche evitare di occupare suolo nel quale possono essere portate avanti le attività agricole, e prediligere chiaramente quelle aree con ottima esposizione ma anche marginali per lo sviluppo dell’attività agricola e delle coltivazioni. In tal senso il WWF Piemonte e Valle d’Aosta, associandosi alla posizione delle associazioni professionali agricole, ha apertamente chiesto nei giorni scorsi maggiore tutela, in materia di sviluppo del fotovoltaico con impianti a terra, al fine di evitare che si proceda con l’occupazione di suolo agricolo. Questo perché, tra l’altro, esistono al posto del suolo agricolo altre aree utili e buone per l’espansione del fotovoltaico come i capannoni industriali, gli edifici di edilizia civile, gli esercizi commerciali ma anche ampie aree cementificate o asfaltate senza la necessità di andare a consumare suolo naturale.

Secondo il WWF Piemonte e Valle d’Aosta, così come prevede la Legge, ci sarebbe bisogno di linee guida nazionali che siano adeguate ma anche tali che per la concessione delle autorizzazioni, al fine di realizzare impianti di produzione di energia fotovoltaici, facciano chiarezza. Invece secondo l’Associazione al riguardo per il momento tutto tace sia da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, sia da parte del Ministero delle attività produttive e del Ministero per i beni e le attività culturali.

Il WWF Piemonte e Valle d’Aosta, inoltre, oltre alle aree sopra citate “buone” per il fotovoltaico vede come possibili siti di installazione, senza occupazione di suolo naturale, anche le massicciate ferroviarie ed i percorsi lungo le autostrade, ovverosia centinaia di chilometri con percorso lineare, che potrebbero essere sfruttati senza la necessità di dover andare non solo a compromettere il territorio circostante, ma anche per non andare a penalizzare l’attività ed i progetti di sviluppo dell’agricoltura.

Incendi controllati per combattere la “marea nera”, il disastro della Lousiana si allarga sempre più

Posted: 29 Apr 2010 03:12 AM PDT

deepwater horizon

Incendi controllati o ripompaggio del petrolio in una nuova piattaforma o petroliera. Queste le due alternative prese in considerazione per quello che in molti ritengono sia il più grande disastro ambientale che ha colpito il Centro-Nord America nella sua storia.

La piattaforma Deepwater Horizon, ormai affondata, continua a far fuoriuscire l’equivalente di 1000 barili di petrolio al giorno, e secondo gli esperti il lavoro dei 4 robot che tentano di chiudere le due falle venutesi a creare dopo l’incendio potrebbe durare per mesi. Per questo, e visto anche che le correnti stanno facendo avvicinare sempre più la macchia nera alle coste, bisogna trovare il modo di fermare la sua avanzata.

Le stime di oggi, ad una settimana dall’incidente, parlano di una immane tragedia, la quale ha visto 11 decessi, 17 feriti di cui 4 gravi, ma soprattutto lo sversamento in mare di centianai di migliaia di litri di petrolio, tanto da coprire un’area di 75 mila chilometri quadrati, ormai arrivata a soli 32 km dalle coste della Lousiana.

Il disastro è molto pericoloso in quanto, oltre a mettere in pericolo la sopravvivenza delle specie animali che vivono nella zona, comprese le scorte ittiche da cui anche l’uomo attinge, sia le coste dello Stato americano che quelle del Messico lì vicine rischiano di essere contaminate, mettendo in serio pericolo la stagione estiva, la quale vede ogni anno milioni di turisti affollare le spiagge. L’economia di quelle aree, tra l’altro, si basa per la maggior parte su pesca e turismo, quindi significherebbe l’affossamento dell’economia di aree non propriamente ricche.

Vista la corrente che spinge la marea nera verso la costa, si teme che il petrolio possa toccare terra già sabato prossimo, per questo le alternative al momento sono di permettere dei roghi controllati dai vigili del fuoco per bruciare il petrolio prima che raggiunga la costa; trivellare un altro pozzo in cui venga aspirata la chiazza; ed infine, l’opzione più “fantascientifica”, sarebbe bloccare il flusso con un’enorme cupola, in modo da poter recuperare, tramite pompe, il petrolio, e riportarlo su una petroliera. Il tempo stringe, e di certo bisognerà far qualcosa.

Fonte: [Repubblica]

Domenica 9 maggio è la prima giornata nazionale della bicicletta

Posted: 29 Apr 2010 01:00 AM PDT

giornata nazionale della bicicletta

Buone notizie per gli amanti della bicicletta e per chi vuol vivere una domenica per strada, potendo respirare aria (relativamente) pulita. Il Ministero dell’Ambiente, per iniziativa della ministra Stefania Prestigiacomo, ha indetto per domenica 9 maggio la prima giornata nazionale della bicicletta.

L’iniziativa famosa del Bicincittà che viene intrapresa saltuariamente e a “macchia di leopardo” da molti comuni italiani verrà “istituzionalizzata” in questo modo, così da avere una giornata unica in cui girare in bicicletta per tutto il Paese. Al momento sono già 1.200 i comuni che hanno aderito, e che autonomamente decideranno le proprie iniziative. Per consultare il calendario degli eventi, basta cliccare su questo link.

L’intenzione della Prestigiacomo non è solo di far diventare questa giornata “un’abitudine”, o una semplice consuetudine, ma farla diventare obbligatoria per legge, tanto che venerdì verrà presentato in Parlamento un ddl per ufficializzare l’iniziativa. Essa è nata dalla collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) e l’associazione nazionale ciclo-motociclo accessori (Ancma), e vedrà come primi testimonial due campioni della bicicletta come Mario Cipollini e Mario Bettini.

Essa avrà vari aspetti di merito che vanno dalla “riappropriazione” della città da parte delle biciclette come mezzo che anticamente era d’uso comune, ma che oggi è stato sfrattato dalle automobili; e poi servirà anche come alternativa al giorno con il blocco del traffico che tanta antipatia suscita in diverse persone. Inoltre ci ricorda anche che andare in bici fa bene al fisico, un aspetto da non sottovalutare.

La Giornata nazionale della bicicletta è un’iniziativa che ho voluto condividere fortemente con i Comuni per sottolineare come una mobilità ecocompatibile, diversa, salutare non solo sia auspicabile ma anche realizzabile per contrastare l’inquinamento delle nostre città. Annuncio con orgoglio l’adesione di oltre 1200 Comuni. Un segnale importante che ci deve spingere a radicare nella vita di tutti i giorni degli italiani la “voglia di bicicletta” già manifestatasi con il successo degli incentivi del Ministero. Tutti siamo chiamati a dare una mano alla tutela dell’ambiente: la Giornata è una preziosa occasione per farlo.

Così la ministra Prestigiacomo alla conferenza stampa di presentazione dell’evento. Inoltre per l’occasione i Comuni che hanno aderito all’iniziativa gareggeranno per il premio Bicicity, riservato alla città che più di altre ha promosso la mobilità sostenibile e ha riservato il percorso più lungo per le biciclette, rapportato al numero di residenti. A questo si accompagnerà anche il finanziamento per 14 milioni di euro per promuovere il Bike-sharing nei comuni che ne sono ancora sprovvisti.

James Cameron: “le lobby del petrolio e del carbone pagano per la disinformazione”

Posted: 29 Apr 2010 12:00 AM PDT

james-cameron-intervista-cnn

Il dibattito annoso tra “catastrofisti” e “negazionisti” si sa, spesso è incentrato sulle compagnie petrolifere e quelle del carbone, accusate di star finanziando una campagna di disinformazione per confondere il pubblico sulla scienza del clima. Fino a questo punto, niente di rivoluzionario, come non sorprende il fatto che purtroppo, in molti casi, sembra abbiano successo, come sta avvenendo in Italia ed in altre parti del mondo.

Ed è per questo che è incoraggiante vedere un’elegante figura che trasmette il messaggio della scienza al pubblico con una certa autorevolezza come James Cameron, che ha appena messo questa storia nel suo film campione d’incassi Avatar, il quale ora si schiera in favore degli ambientalisti e ha cominciato una sorta di “tour” televisivo per controbattere alle illazioni di pseudo-scienziati di parte.

Cameron è stato intervistato da CNN International per uno speciale intitolato “Frontiera Terra: il futuro dell’energia”. Al dibattito hanno preso parte anche Mohamed Nasheed, il presidente delle Maldive, e Wu Changhua, direttore del Greater China Director of the Climate Group e altri. Ovviamente però la voce più ascoltata, ed anche più ad effetto, è stata quella del regista americano, grazie anche a frasi come questa:

Quello che vedo negli Stati Uniti è la lobby del petrolio e del carbone spendere enormi cifre di denaro per una campagna di disinformazione che viene utilizzata per screditare le scienze e orientare l’opinione del pubblico lontano dal senso di responsabilità sociale sui cambiamenti climatici.

Ciò che vede negli Stati Uniti è la stessa cosa che tutti noi vediamo anche in Italia, purtroppo. Cameron si è inoltre pronunciato sulla necessità di mettere un prezzo alle emissioni di carbonio, e il danno che i nostri prezzi dei combustibili fossili troppo bassi sta facendo:

non cambierà fino a quando il prezzo del carbonio non sarà appropriato.

Se il costo fissato sarà commisurato ai danni provocati all’ambiente (e per Cameron dovrebbe essere almeno 5 volte in più rispetto ad oggi), si avranno delle conseguenze per l’economia globale e per il cambiamento climatico.

Fonte: [Treehugger]