Da ciclista a pedone in pochi secondi
Il 9 maggio è la prima Giornata nazionale della bicicletta. Nelle strade anche l’ultima moda inglese, la bici pieghevole: pratica in città , è la soluzione per chi ha problemi di spazio
.
«Less is more» (Ludwig Mies van der Rohe).
Da quando l’inglese William Grout ne ha fatto brevettare il primo progetto nel 1878, la bicicletta pieghevole non è mai stata molto di moda. Fino ad oggi.
Le bici pieghevoli che si chiudono in pochi secondi e sono facilmente trasportabili in bus, metrò e treno (anche sui convogli che non ne consentono il trasporto e senza biglietto supplementare) sono diventate trendy. Si possono portare, una volta richiuse, sul luogo di lavoro; a casa ripongono in balcone o nel ripostiglio; comunque sono al riparo dai furti, in stazione come nella rastrelliera del cortile. Anche in vacanza posso essere portate in automobile senza ingombro.
David Cameron va in parlamento in bicicletta (seppure seguito da un limousine che gli porta la valigetta).
Il boom arriva dalla Gran Bretagna e ha un nome: Brompton. Il marchio ha ricevuto il 21 aprile 2010 il premio della Regina d’Inghilterra, The Queen’s Award for Enterprise, nelle categorie Innovazione e Commercio internazionale.
Lo scorso anno la Brompton ha prodotto 25mila pezzi e aumentato le vendite del 26%. Ad acquistarla è, per il 35-40% dei casi, una donna, e l’età media dei clienti è inferiore ai 40 anni.
«Una rarità nel mondo del business Uk in tempi di recessione» (Financial Times).
Occorrono dieci secondi per piegare i 1.200 elementi di cui è composta la bicicletta, che diventa molto compatta (56,5 x 54,5 x 27 cm) e leggera: dai 9 ai 12,5 kg (in base al modello).
La Brompton è completamente costruita in Inghilterra nella fabbrica di Brentford (periferia di Londra), tre quarti dei componenti vengono fabbricati appositamente.
Il prezzo base è 770 euro, quello minimo per la versione Superleggera in titanio 1.315 euro. La spesa aumenta con gli accessori (parafanghi, portapacchi, luci, borse, gomme e colori particolari). Una bicicletta pieghevole non è proprio economica, ma fa risparmiare in benzina, tempo e spese per la palestra.
Gli affezionati del prodotto hanno creato un gruppo internazionale, quello dei Bromptoniani, che segue
la filosofia dell’azienda: «La Brompton è stata concepita come un prodotto che aumenta l’indipendenza e la libertà delle persone, questi concetti sono al centro di tutto ciò che facciamo [...]. Tutte le persone coinvolte devono acquistare con tranquillità ed essere pienamente consapevoli di aver scelto liberamente».
In Italia si può acquistare una Brompton presso i rivenditori autorizzati (l’elenco completo è online, insieme a curiosità e informazioni sulla bici) o direttamente sul sito Internet.
A Roma il primo servizio di cicloturismo in Brompton. La guida accompagna i turisti in bici: la praticità risiede soprattutto nella possibilità di chiudere il mezzo e portarlo mentre si visitano i monumenti.
«La differenza tra chi va in bicicletta e il vero ciclista è evidente: il primo lo fa per necessità , l’altro per passione. E non si affida mai a un benzinaio per gonfiare le ruote» (Bike Snob Nyc, ciclista di Brooklyn che racconta sul suo blog la passione dei newyorchesi per le bici).
Tra le marche specializzate in bici pieghevoli anche Bh, Giant, Koga-Miyata, Mobiky, Strida e Dahon.
La Dahon, nata in California nel 1982 con il proposito di convincere il maggior numero di persone possibile a usare una forma di trasporto più sostenibile e amica dell’ambiente.
Le pieghevoli Dahon sono diffuse in trenta Paesi e vengono assemblate negli stabilimenti di Taiwan, Macao, Cina e Repubblica Ceca. Si chiude in 15 secondi, il peso va dagli 8 kg fino ai 12 circa. I telai sono in alluminio, garantiti cinque anni e dotati, su richiesta, di accessori come il carica-batterie da telefonino che funziona grazie alla dinamo, un casco che si piega come la bici e il porta-iPhone. Il costo va da 380 euro del modello Basic, fino ai 2.500 per il top di gamma Flo (premiata da Fortune come prodotto dell’anno 2004). In Italia l’azienda vende fino a 2.500 pezzi l’anno, con crescite del 25-30% ogni dodici mesi. I modelli più diffusi: la CurvD3 e la VitesseD7.
Gli atleti di triathlon che partecipano al Campionato mondiale Iron Man nelle Hawaii, prima della gara, usano la Speed ProTT della Dahon per testare il percorso in allenamento perché si porta in una valigia e non si paga il trasporto aereo.
«Vanno così bene che abbiamo deciso di aprire il primo negozio monomarca in Italia. A Milano The bicycle shop sarà non il solito rivenditore, ma uno spazio che conterrà un’intera filosofia di vita attorno alle due ruote» (Tiziana Barbavara, rappresentante italiana Dahon).
I 700 dipendenti Dahon in tutto il mondo usano, per andare al lavoro, la bici, i trasporti pubblici o una combinazione dei due.
«Si è diffusa anche da noi una coscienza ecologica e una ciclo-cultura che mette al centro il benessere personale e urbano, il risparmio e la salute» (Tiziana Barbavara).
Il 9 maggio è la prima Giornata nazionale della bicicletta.
L’iniziativa è stata voluta dal ministero dell’Ambiente per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile. Durante la Giornata una serie di eventi, a cui hanno aderito oltre 1.200 comuni del Paese, permetterà alla popolazione di riappropriarsi delle strade, troppo spesso preda del traffico caotico, e di vivere spazi della socialità urbana. Verranno assegnati due riconoscimenti: Bicity 2010 e Bicity Tutto l’Anno (per le amministrazioni comunali che trasformeranno il percorso individuato in un percorso ciclabile permanente).
La Giornata è realizzata in collaborazione con il Giro d’Italia (8-30 maggio) nel segno della mobilitÃ
sostenibile e della valorizzazione del patrimonio naturalistico italiano.
«Il Giro d’Italia è la più impegnativa competizione ciclistica al mondo, oltre ad essere un evento che raccoglie e valorizza le grandi iniziative di stampo sociale. Siamo orgogliosi di contribuire agli obiettivi ambientali del ministro portando in dote ben 477 comuni italiani, tutti quelli interessati dal passaggio del Giro 2010» (Angelo Zomegnan, patron del Giro).
Il ministero ha dedicato un sito all’evento, dove è possibile trovare tutte le informazioni e l’elenco delle iniziative a livello locale, scaricare le locandine e i manifesti per aderire con il proprio esercizio commerciale: giornatadellabicicletta.miniambiente.it.
Dal 2000 al 2007 la lunghezza delle piste ciclabili del nostro Paese è più che raddoppiata, superando quota 2.400 chilometri. Il ministero dell’Ambiente, insieme al ministero dei Beni culturali e a quello delle Infrastrutture, ha varato un decreto per la valorizzazione e il recupero delle tratte non più utilizzate, con uno stanziamento di 2 milioni di euro.
Sono 14 i milioni di euro da assegnare ai Comuni e ai parchi nazionali e regionali per cofinanziare progetti di bike-sharing, web-cam per il controllo delle piste ciclabili, costruzione di parcheggi ad hoc e fornitura di bici elettriche a pedalata assistita.
Nel 2009 la somma messa a disposizione dal Governo come incentivo per l’acquisto delle biciclette è andata esaurita dopo una settimana.
Le stime dell’Ancma (Associazione nazionale ciclo-motociclo accessori) parlano di 30 milioni di biciclette possedute dagli italiani di cui il 10% utilizzate abbastanza regolarmente. Possesso e utilizzo vanno di pari passo alle vendite (tra 1,8 e 2 milioni l’anno) di cui il 50% al Nord Italia, il 30% al Centro, il 20% al Sud e Isole (tra le regioni meridionali la Puglia è quella in cui se ne fa maggior uso). La città più ciclabile è Ferrara con un tasso di spostamenti del 29% su bici, seguita da Bolzano con il 27% e da Parma tra il 15 e il 20%.
«Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza» (Herbert George Wells).










