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CICLISMO AGONISTICO SU STRADA TRA SICUREZZA UTOPICA E BUONE INTENZIONI PDF Stampa E-mail
 
Oggi 17:18
I: CICLISMO AGONISTICO SU STRADA TRA SICUREZZA UTOPICA E BUONE INTENZIONI
Provenienza del messaggio:Roma IT (L'indicazione della città è una approssimazione. )

Da: Gianfranco di Pretoro < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >'; document.write( '' ); document.write( addy_text19139 ); document.write( '<\/a>' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
Inviato: giovedì 26 marzo 2026 16:49
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Oggetto: CICLISMO AGONISTICO SU STRADA TRA SICUREZZA UTOPICA E BUONE INTENZIONI

Preg.to   Cordiano Dagnoni-Presidente della Federciclismo                      Roma,26 3 2026    

                         

CICLISMO AGONISTICO SU STRADA  TRA

SICUREZZA UTOPICA e BUONE INTENZIONI

                                                                                Lettera  Aperta

E’ terminato il passaggio dell’uragano Tadej Pogacar alla Sanremo 2026.Uno spettacolo senza parole,una potenza,un coraggio soprannaturale! Purtroppo, rimangono, almeno per il sottoscritto, tante macerie riguardanti la scurezza dei corridori.

E’ inutile girarsi attorno, il ciclismo agonistico su strada è lo sport con piu’ feriti al mondo( Foto n. 1). Il corridore, durante la gara, è in balia di una miriade di problemi, taluni dovuti all’organizzazione superficiale, altri al comportamento inappropriato del ciclista anche a causa della velocita’, numerose concause imprevedibili. Nessuna corsa ne è esente, da quelle World Tour alle regionali. Lo spettatore è arrivato a ridestarsi dalla scontata monotonia di certe gare con la foratura o la caduta dell’atleta.

Tutto cio’ merita una profonda riflessione sullo sviluppo del ciclismo agonistico su strada ai giorni nostri. Il tempo cambia il gusto della gente e solo chi sa rinnovarsi sopravvive. Ostinarsi a proporre una gara vetusta di 70-100 anni senza coinvolgere le nuove generazioni, vuol dire condurla verso il fallimento. Come premiare l’Evento con un buon Total Audience Auditel? Sara’ decisivo l’incontro delle varie componenti del ciclismo per un radicale rinnovamento, ponendo, pero’, in prima istanza,la sicurezza dei ciclisti e la proposta di una gara piu’ contenuta nel tempo e nello spazio, piu’ visibile e frizzante.

Gli organizzatori sono in difficolta’ economiche perché la gara,è , a dir poco elefantiaca. Gli sponsor non sono affidabili per lungo tempo, le responsabilita’, in caso di incidente, sempre maggiori. Solo le gare piu’ importanti ricevono un buon finanziamento,gli altri ,sono annualmente in lotta per la sopravvivenza. Quanto ai corridori,essi rischiano la vita in allenamento ed in corsa per uno stipendio da impiegato di banca. Nonostante cio’, il pubblico ama questi marziani per la loro passione fuori tempo, esempio stimolante per tanti di noi confusi e piagnoni.

Sono ancora sconvolto per lo schianto di Debora Silvestri e la gamba attorcigliata al paletto di Michal Kwiatowski (Foto 2-3) nell’ultima Milano-Sanremo. Come si fa a non collocare i paracolpi in una curva pericolosa o nel transito interno di una cittadina? Stiamo parlando della gara ciclistica piu’ famosa al mondo, meglio non pensare a quelle regionali! Mi chiedo: dov’erano i componenti del gruppo UCI SafeR quando hanno controllato il percorso? Per la sicurezza dei concorrenti non bisogna guardare a spese, altrimenti, è meglio non fare la gara.

Di seguito cosa chiedono i corridori professionisti per migliorare la sicurezza in gara:

-Modificare l’assegnazione del punteggio attuale per diminuire lo stress in corsa, al limite assegnarlo solo ai primi tre.

-Punire con piu’ severita’ il corridore che danneggia l’altro, ben oltre ai cartellini gialli.

-Ridurre il numero di ciclisti in gara.

-Negli ultimi 3 km degli arrivi in pianura evitare le rotonde e gli spartitraffico.

-Rendere piu’ visibili gli ostacoli lungo il percorso.

-Segnalare le curve pericolose in discesa.

-Meno mezzi al seguito della corsa ed avvisare acusticamente i corridori nel momento del sorpasso.

-Manutenzione appropriata lungo le strade del percorso.

-Informare il pubblico locale nei giorni che precedono il passaggio della gara.

-Neutralizzare la gara dove non è offerta la massima sicurezza per vari problemi.

-Transennare gli arrivi con materiali adeguati.

La sicurezza dei ciclisti in corsa: proposte del sottoscritto.

1 Coinvolgimento dei Comuni attraversati dalla gara per la messa in sicurezza dei possibili ostacoli quali: tabelle segnaletiche, impalcature, alberi ecc. Comune ed organizzatore: un dialogo incessante. Foto di alcuni paracolpi possibili (Foto n.4-5-6).

2 Spartitraffico con paracolpi adeguato (foto 7).

3 Curve veloci in discesa ben fornite di paracolpi e se necessario, come nel caso di Daniela Silvestri, anche di reti. (Foto 8-9).

4 Transenne di nuova generazione negli ultimi 200 mt. quando l’arrivo è in pianura (Foto 10).

5 L’U.C.I. dovrebbe autorizzare l’uso delle gomme non meno di 700 x 30.Lo scorrimento della bicicletta è buono, la tenuta delle ruote in curva è ottimo.

6 Continuare lo studio per migliorare il materiale che protegge il corpo, dal casco all’ Airbag.

7 Diminuire i km di gara. Il percorso sara’ piu’ curato, si ridurranno i rifornimenti e le necessita’ fisiologiche, aumentera’ il numero di concorrenti  leader per una gara piu’ spettacolare , meno costosa,meno confusionaria e scontata. La capacita’ di resistenza non paga piu’, l’abilita’ e l’incertezza del vincitore, certamente si. Oggi è ridicolo il mondiale lungo 270 km. Nel calcio si gioca per 90 minuti sia in serie C che ai mondiali.La distanza base per il ciclismo si dovrebbe aggirare intorno ai 120-140 km di cui 80 in linea e 40 nel circuito finale.Mondiali, Fiandre o Matteotti che siano!   

8 Stesso discorso per i circuiti cittadini.Le macchine di formula uno gareggiano in circuiti dai 7 km.(Spa Francorchamps) ai 3,3 (Montecarlo).Le moto GP si scatenano a 300 kmh in circuiti da 4 km.(Valencia) a quelli di 5,9(Silverstone).Ai mondiali di ciclismo su strada si va dai 13,4 km.(Montreal) ai 27 (Zurigo).E’ come farsi del male con gli spettatori che dormono o vanno al ristorante.Il ciclismo moderno aspetta lungimiranza e coraggio ma forse l’U.C.I. e gli organizzatori non la possiedono!     

9 Il ciclismo su strada se la deve vedere anche gli allenamenti in mezzo a tante menti malsane.Il discorso richiederebbe tanto tempo e quindi mi limito a tre urgenze :

A)Costruire i CICLODROMI(Foto 11) per i giovani e le famiglie ,vicino le periferie delle grandi citta’.

B) Chiedere ai motorizzati piu’ rispetto per i ciclisti attraverso puntuali campagne pubblicitarie (Foto 12).

  1. Continuare a costruire le ciclovie separate dalla viabilita’ ordinaria nelle strade extra urbane(Foto n.13).

D E’ il momento di inserire nel CdS la corsia all’olandese su tutte le strade extra urbane strette.Il motorizzato puo’ invaderle quando non c’è il ciclista.Delimitata dalla banda rumorosa è un vero salvapedalatori vista la distrazione imperante(Foto n. 14).

Cari saluti    Gianfranco  Di Pretoro

 

Federazione Ciclistica Italiana Lazio                                                            

Responsabile Piste Ciclabili e Sicurezza -Email :  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.