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EMERGENZA CLIMATICA L'ITALIA DEVE DICHIARARLA. FIRMA LA PETIZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Mercoledì 11 Settembre 2019 13:43
 
 
 

MAURIZIO - l’emergenza climatica oggi non si può più negare! Alfonso chiede che nel dibattito che si terrà dinanzi alle Camere il Presidente del Consiglio dei Ministri si impegni a far approvare al Parlamento la dichiarazione di emergenza climatica anche per il nostro paese, come già avvenuto in altri paesi del mondo.

 
 
 
 
 
#EmergenzaClimaticaItalia: l'Italia dichiari l'emergenza climatica!
 
 

Alfonso Pecoraro Scanio ha indirizzato questa petizione a Giuseppe Conte, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, Capigruppo di maggioranza, Capigruppo di opposizione e ora ha già raccolto 34.182 firme

 
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Il cambiamento climatico sta diventando sempre più la principale emergenza planetaria.
I rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite certificano, da un punto di vista scientifico, la velocità crescente del riscaldamento globale e degli impatti su tutti i settori importanti per gli equilibri naturali e per la vita, tanto degli esseri umani che di tantissime altre specie animali e vegetali.

Oltre 100.000 cittadini su Change.org hanno chiesto e ottenuto che il Governo italiano si candidasse ad ospitare la Conferenza ONU sul clima - Cop26 nel 2020. Pur essendo stata scelta un'altra sede, l'Italia ha ottenuto di ospitare la PreCop.La mobilitazione di milioni di giovani in tutto in mondo sta rilanciando un appello a tutte le istituzioni per evitare un cambiamento climatico catastrofico. Anche in Italia, il movimento Fridays for Future, chiede da mesi che il Parlamento italiano voti una seria dichiarazione di emergenza climatica, attraverso un'altra petizione molto popolare su Change.org.
Il movimento mondiale #allinforclimateaction, sempre su Change.org, ha raccolto oltre 700 mila sostenitori per presentare, il 23 settembre prossimo, al Climate Summit delle Nazioni Unite a New York, un appello affinché si dichiari lo stato di emergenza climatica nel mondo.
I punti programmatici presentati dal M5S, PD e LeU per il nuovo governo, rilanciano positivamente l'esigenza del Green New Deal e alcuni obiettivi importanti come l'investimento sulle energie rinnovabili, la difesa della biodiversità, la lotta al dissesto idrogeologico. Ma ancora non prevedono la dichiarazione di emergenza climatica da parte del Parlamento e del Governo italiano.
Affrontare questa urgenza è certamente un cambio di paradigma economico ma non è solo questo. È innanzitutto la presa d'atto di un'emergenza planetaria da cui discendono le decisioni economiche, sociali e istituzionali conseguenti. Ecco perché, su questa richiesta, sono mobilitati giovani e cittadini, associazioni e istituzioni in tutto il pianeta.

Tanto premesso:

chiediamo che a partire dal dibattito programmatico che si terrà dinanzi alle Camere, il Presidente del Consiglio dei Ministri si impegni a far approvare dal Parlamento la dichiarazione di emergenza climatica nei tempi più rapidi possibili e a presentarsi al Climate Summit delle Nazioni Unite, del 23 settembre a New York, sostenendo la necessità della dichiarazione di stato di emergenza climatica nel mondo quale premessa per una radicale svolta nelle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Chiediamo:

• ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, di attivarsi per calendarizzare al più presto una discussione per una dichiarazione di emergenza climatica;
• ai Capigruppo di maggioranza e di opposizione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati di attivarsi per approvare questo provvedimento con la più ampia convergenza possibile.

Primi firmatari:

Jimmy Ghione, inviato di Striscia la Notizia  

Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy

Rosalba Giugni, presidente di Marevivo

Gianfranco Amendola, magistrato ambientalista

Domenico De Masi, presidente del Comitato scientifico della Fondazione UniVerde e di Opera2030

Livio de Santoli, prorettore della Sapienza Università di Roma

Francesco Piccinini, direttore di Fanpage

Filippo Ghirelli, vicepresidente Visionari   

Pasquale Russo, direttore Link Campus University

Angelo Consoli, direttore Ufficio Europeo Jeremy Rifkin e presidente del CETRI

Enea Roveda, amministratore delegato di Lifegate

Matteo Campofiorito, direttore di GreenStyle

Stefano Zago, direttore di TeleAmbiente

Luca Franceschetti, attivista per il clima

Pietro Cesaro, co-fondatore Duegradi

Chiara Bruni, vicepresidente di SOS Terra Onlus

Marco Jacopo Rimoldi e Andrea Zagato, fondatori di Influgramer.com   

Osvaldo Bevilacqua, giornalista e conduttore televisivo

Rosario Trefiletti, presidente Centro Studi Indagini3

Francesco Paolo Russo, direttore generale ANGI - Associazione Nazionale Giovani Innovatori

 
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Visita la pagina della petizione

 

A Change.org crediamo nella voce di persone come te. C'è qualcosa che vorresti cambiare?

 
Torneo di Burraco Solidale con Cena e balli. sabato 16 novembre. PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Lunedì 09 Settembre 2019 06:45

 

WWW.OASISENZOMISSONI.ORG

TORNEO DI BURRACO  SOLIDALE

 

 

 

 

 

Sabato 16 novemvre dalle ore 16.00 presso il Ristorante Appio Claudio

in Via Vallericcia 11 ( Quarto Miglio).

Iniziativa di solidarietà a favore del Centro Oasis di Enzo Missoni per i bimbi malnutriti del Burkina Faso.

 

 

 

 

Programma

 

 

Ore 16.00 formazione tavoli. Organizzato da Maurizio Rinaldis.

Ore 16.30 inizio partite (tre mani da quattro partite)

Ore 20.00 Cena con Antipasto, 2 mezzi primi ,Patate al forno, insalata, Dolce, Vino e acqua.

A seguire proclamazione vincitori e distribuzione ricchi premi. Con Nicolino Colantoni e Morena Santoni.

Ore 22.00 Balli di gruppo fino alla fine della Serata con Roberto Lagana’. E Maestro Angelo Greca.

 

 

 

 

Per partecipare inviare e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonare al 3385708628 (Maurizio) o 3280135856 (Giovanna) 3473360920 . indicando nome e cognome dei partecipanti entro giovedì 14 novembre..

 

Costi: 25 euro a persona .

Solo burraco 10 euro.

Potete partecipare alla serata anche se non giocate a burraco.

 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

 
Una pista ciclabile al posto della cortina di ferro che divideva l’Europa PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Lunedì 02 Settembre 2019 11:33
 
 
 
 
 
Una pista ciclabile al posto della cortina di ferro che divideva l’Europa

Una pista ciclabile al posto della cortina di ferro che divideva l’Europa

Mobilità
di
 
Rudi Bressa
Quasi 7000 chilometri di pista ciclabile ripercorrono la cortina di ferro che divise l'Europa, dal Patto di Varsavia fino alla caduta del muro di Berlino.

Un percorso per riscoprire la storia dell’Europa. Una pista verde che trasforma quello che fu il confine tra Europa dell’Ovest e dell’Est in un trait d’union della cultura europea, grazie anche alla mobilità dolce.

È questo il progetto proposto in Parlamento dal deputato tedesco Michael Cramer, che nel 2005 vide nella “Iron Curtain Trail” un modello di turismo sostenibile

Dove passa la Pista della Cortina di Ferro

Si tratta di quasi 7000 chilometri (6.800 per la precisione), che vanno dal Mar Nero a sud fino al Mare di Barents a nord passando lungo il tracciato del muro di Berlino. E ironia della sorta quella che era considerata una “cintura della morte”, è oggi una “cintura verde”, trasformata in uno straordinario habitat per piante e animali grazie a decenni di isolamento.

 
 
 
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Il tracciato della “Pista della Cortina di Ferro”

Una vera e propria riserva naturale, patrocinata e protetta dallo stesso Mikhail Gorbachev, ex presidente dell’Unione Sovietica e presidente di Green Cross International (GCI). La “Pista della Cortina di Ferro” attraversa ben 150 parchi naturali, tre riserve naturali Schaalsee, Elbaue e la Rhoen e il Parco Nazionale del Harz Mountains.

Non  solo natura

Ci sarà la storia ad accompagnare chiunque si addentrerà attraverso questo confine storico, teatro di numerose battaglie e culla della cultura europea. Un’opera di straordinaria importanza, culturale ed ambientale, che ha visto la collaborazione di norvegesi, russi, finlandesi, estoni, cechi, tedeschi, slovacchi, ungheresi, rumeni, croati. Una pista che trasuda ad ogni chilometro tutta l’identità del Vecchio Continente.

La rivoluzione della mobilità sarà completa solo quando tutta l’energia per fare il pieno sarà pulita, proveniente solo da fonti rinnovabili. Se per magia tutte le auto, le moto, gli autobus e i camion che circolano in Italia andassero a energia elettrica rinnovabile, i risparmi si possono calcolare intorno ai 100 milioni di tonnellate di CO2 annue. Tutto comincia da noi. Con LifeGate, già oggi, con solo 4 click, scegli per la tua casa energia da fonti rinnovabili e prodotta in Italia. Risparmia attivandola da solo online, clicca qui.

 

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A un italiano su tre piacerebbe andare al lavoro in ebike

A un italiano su tre piacerebbe andare al lavoro in ebike

Mobilità
Pubblicato il 31 ago 2019
di
 
Emanuele Rigitano
Gli italiani sono al terzo posto su dieci Paesi europei per la disponibilità ad andare al lavoro in ebike. La motivazione principale a favore è la tutela dell'ambiente, a scoraggiare il maltempo e il costo delle biciclette elettriche.

Un cittadino italiano su tre vorrebbe andare al lavoro pedalando una ebike anziché utilizzare la macchina o altri mezzi di trasporto. Questo è uno dei risultati di uno studio realizzato a livello europeo che trova l’Italia sul podio delle preferenze per le due ruote elettriche.

La media europea di chi sarebbe disposto ad utilizzare una bicicletta a pedalata assistita è del ventiquattro per cento, quella italiana ben il nove per cento più alta, con un maggiore interesse da parte degli uomini (quaranta per cento) rispetto alle donne (ventisette per cento).

italiani lavoro ebike

Un italiano su tre ha risposto che sarebbe disposto a usare una ebike per andare al lavoro. Foto © Shimano

Se si considerano i pendolari italiani tra i venticinque e i trentaquattro anni, la percentuale di persone interessate a utilizzare una ebike per tutelare l’ambiente supera il cinquanta per cento. Motivazione che convince mediamente trentasette italiani su cento, a pari merito con la possibilità di risparmiare, il ventinove per cento vuole mantenersi in forma mentre il ventisette vuole evitare di rimanere incolonnato nel traffico.

Leggi anche: 7 incredibili percorsi in ebike per una vacanza ricca di storia e natura

Tra chi invece non è molto convinto della scelta le motivazioni principali sono il maltempo per il trentanove per cento, un tragitto troppo lungo per il ventinove e il costo di una bici elettrica o a pedalata assistita (vetnicinque).

Al lavoro in ebike: cosa ne pensano i cittadini europei

La ricerca online realizzata da YouGov in collaborazione con Shimano (Steps) ha inoltre stilato una classifica del gradimento dell’idea di utilizzare l’ebike in dieci Paesi europei. Ampiamente in testa si trovano i Paesi Bassi con il quarantasette per cento, al secondo posto la Spagna con il trentanove e terza l’Italia, agli ultimi tre posti Francia (diciotto per cento), Svezia (quindici) e Regno Unito (undici).

Leggi anche: La Svezia offre sussidi per chi compra una e-bike

A livello europeo la principale motivazione per passare a una ebike è la possibilità di mantenersi in forma, che con il trentaquattro per cento delle preferenze supera di quattro punti la protezione dell’ambiente e la possibilità di risparmiare denaro. Il principale fattore di scoraggiamento resta invece la possibilità di incontrare brutto tempo (trentasette per cento), davanti al costo elevato di una ebike (trentaquattro) e il tragitto troppo lungo (trentuno).

Al quarto posto dei fattori scoraggianti i cittadini europei di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia hanno indicato il timore di arrivare sudati o accalorati sul posto di lavoro. Rispetto agli aspetti negativi dello studio risponde Marco Cittadini, responsabile della comunicazione e delle pubbliche relazioni di Shimano: “Coloro che hanno fatto il passaggio a una ebike hanno scoperto che il maltempo è raramente un problema insormontabile e il sudore è una cosa del passato quanto l’assistenza elettrica fa il suo lavoro”.

 
Miracolo a Tiberis, la spiaggia sotto Ponte Marconi a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Martedì 27 Agosto 2019 06:33

Per chi non lo conoscesse, fra i nostri circa 80.000 lettori, Tiberis è lo spazio a Roma classificato come “stabilimento balneare” in http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/sport-e-tempo-libero/stabilimenti-balneari/tiberis-la-spiaggia-sul-tevere.html.

 

Tramite ricerca on-line e accesso agli atti, abbiamo accertato che:

-          a metà Luglio l’Amministrazione di Roma Capitale emetteva un Avviso Pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni a sostegno della manifestazione temporanea "Tiberis 2019",

-          entro la scadenza del 25 del mese, giungeva una (unica) proposta di sponsorizzazione, da parte di una Onlus che offriva 10 vele ombreggianti color ocra, 20 lettini, 15 ombrelloni, 135 sedie, 29 tavoli messi a disposizione alla stessa da Italgas, in precedente imprecisata data.

Vi erano state anche, peraltro, dichiarazioni di stampa che anticipavano un intervento da parte di quello che sarebbe stato il Soggetto prescelto (la Onlus) a seguito dell’Avviso del 13.7.2019: del 28.6.2019 è https://garbatella.romatoday.it/san-paolo/tiberis-spiaggia-tevere-ritardi-apertura-2019.html. Ovviamente di detto successivo Avviso non si aveva alcuna anticipazione da Roma Capitale, ché forse altri Soggetti avrebbero avuto interesse a parteciparvi, con possibili maggiori benefici per la città; anzi, dall’intervista nell’articolo sembrava che già tutto fosse stato definito e stabilito a norma di legge. In definitiva, miracolo di rapidità o di preveggenza? O altro?

 

Quanto al progetto sviluppato, sembra inoltre dall’articolo su linkato che proprio il Soggetto prescelto a fine Luglio – a seguito dell’Avviso – lo avesse precedentemente donato all’Amministrazione Capitolina, avendo quindi tutti gli elementi in anticipo per redigere al meglio la proposta di sponsorizzazione; abbiamo chiesto ulteriori lumi, tramite accesso agli atti, all’Amministrazione Capitolina stessa.

 

Non entriamo nel merito se per la Onlus esistessero elementi di incompatibilità o conflitti di interessi. Ma non sembri insolito – anche ai profani di procedure relative agli Enti Pubblici – che per donazioni e sponsorizzazioni si debba passare per Avvisi, visto che comunque si crea un abbinamento di nome, che può essere anche nell’interesse del donatore/sponsor, e che comunque i benefici per l’Amministrazione possono essere massimizzati. Se si procede nei tempi e si è trasparenti.

 

A sua volta la prestazione gratuita di professionisti per le Pubbliche Amministrazioni è fortemente limitata, e comunque va regolamentata ad hoc (sono recenti vari casi, segnalati alla Magistratura e ai “media”, di Soggetti esterni inseritisi impropriamente in ambiti decisionali come sorta di tutor), soprattutto per ciò che riguarda le attività professionali riservate (rispetto per esempio a generici supporti strategici).

 

http://www.treccani.it/vocabolario/apparecchiare/ è verbo che si usa a Roma anche in senso figurato, ma sull’altro Avviso sulle attività di ristoro, per apparecchiare le tavole, non abbiamo chiesto informazioni.

 

E’ tornato su Tiberis il medesimo giornalista autore dell’articolo e dell’intervista di cui sopra, che sta seguendo l'iniziativa sul territorio: https://arvalia.romatoday.it/marconi/tiberis-spiaggia-tevere-recensioni.html.

 

Alcune dichiarazioni da Giuseppe Maria Amendola, presidente dell'Associazione Amici del Tevere e del Consorzio Tiberina:

 

<<Ho letto molti articoli fotocopia sui principali quotidiani romani, quasi comunicati stampa o veline, su Tiberis. L'aver fatto un po' meglio dell'anno scorso, con tralicci, tendoni, spruzzini, pavimentazioni e solarium, piante infilate nel terreno con tutto il vaso, teglie d'alluminio con vivande finalmente veicolate sui "social", battelli e operatori vari che si agirano con dubbia regolarità autorizzativa e fiscale, anche riducendo di molto le attrezzature da spiaggia (lettini e ombrellini) spesso inutilizzati nel 2018, non fa certo di questo fazzoletto di terra un esempio da Capitale europea di come procedere sul Tevere. Sembra che il Comune da solo non ce la facesse neanche per un così modesto obiettivo, e non solo ha attivato una tardiva e poco chiara procedura di raccolta di sponsorizzazioni, su cui abbiamo effettuato una richiesta di accesso agli atti, ma ha anche ricevuto in dono - da quanto noto - un progetto. Diventa tutto così molto autoreferenziale, e non c'è confronto né con la cittadinanza né con esperienze professionali di spicco (non si offenda Renzo Piano - per un argomento di questo rilievo - se ricordo che anch'egli si è dovuto apertamente e regolarmente mettere in gioco con Calatrava per il progetto del nuovo ponte sul Polcevera a Genova, benché avesse espresso l'intendimento di regalarlo). Ma per fortuna non c'è solo Tiberis a Roma, e non c'è solo questo modus operandi, che a conti fatti pesa assai sulle casse dell'Amministrazione Capitolina, fra Ditte esterne e costi interni che già in passato essa ha dichiarato di non saper rendicontare, come quelli degli operatori del Servizio Giardini distolti da altre attività. Dov'è, fra l'altro, il Tevere in tutto ciò? Nella spiaggia? Nella teglia? Nello scorcio simile a quello da Ponte Marconi? Nell'airone impaurito?>>

 

<<Utilizzare le sponde e gli specchi d'acqua del Tevere a Roma non è invenzione d'oggi. Come anche l'accesso gratuito a tratti fruibili, a maggiore o minore distanza dal corso d'acqua. Diventa poi uno specchietto per le allodole attrezzare Tiberis - e non ho letto di un architetto, di un urbanista, di un naturalista o di un esperto di Tevere a 360° che ne abbia lodato qualche aspetto - lasciando nel contempo nell'incuria tutto il resto, ciclabili comprese, spesso coperte di fango durante l'autunno e l'inverno. L'esperienza Tiberis, a mio avviso, è controproducente nella modalità dirigista, maturata in pochi giorni o settimane, e distoglie l'attenzione dai veri problemi del fiume, che non è un solarium, che è parte integrante della vita e della storia di Roma, e che va trattato con amore ed esperienza di molti anni di lavoro.>>

 

<<Restano ampie parti del fiume non in Concessione, su cui le Istituzioni si palleggiano competenze e responsabilità, e dall'esterno sembra un modo per dire "Non dipende da me" e lasciare tutto nell'incuria: il quadro è sotto gli occhi di tutti. Non sto a qui a dire che le Istituzioni vadano prese per mano, anche nel coordinarsi: sarebbe offensivo e fuori luogo. Peraltro sull'operato dei Concessionari privati vigilano da sempre tutte quelle preposte, dalla Regione al Comune fino alle Soprintendenze e ad Enti Statali vari. Ove più ove meno, si potrebbe dire. Sui galleggianti e barconi sul Tevere ad esempio sarebbe da aprirsi un discorso a parte: quasi tutti non hanno regolarità urbanistica e in alcuni casi, oltre alla sicurezza da verificare, sono un’offesa al decoro di Roma. Basta affacciarsi per esempio da Ponte Cavour per vedere un vero e proprio scempio, con alloggi cadenti, insegne luminose, finti mulini a vento, superfetazioni di pontili, prati finti e quant'altro.>>

 

<<Gli organizzatori di manifestazioni estive, spesso veicolati come avventurosi o avventurieri, di certo non sfigurano. È forse il momento di diversificare e creare dei motivi culturali nuovi; il graffito di Kentridge è stato una meteora, la sponda sottostante al più è talora utilizzata per letture con sedie di plastica da bar. Per una Concessione aggiudicata, ma non ancora definitivamente rilasciata all'Associazione Amici del Tevere, con auspicato avvio nel 2020 fra Ponte Mazzini e Ponte Garibaldi, stiamo provando a pensare qualcosa di nuovo: abbiamo già contattato molti artisti italiani e stranieri - di cui potrei fare i nomi, citati negli atti inviati a Regione Lazio, Soprintendenza Speciale e Comune di Roma -, arredatori, fornitori di tecnologie smart, scuole di cucina, CONI e altri potenziali Partner, con un anno d'anticipo. Molti servizi saranno gratuiti e abbiamo formalizzato la proposta di provvedere alla manutenzione e alla pulizia del tratto per tutto l’anno. Ovviamente abbiamo già pubblicato le prime idee sui "social", raccogliendo commenti, suggerimenti, nuove proposte. E anche gli altri Concessionari che raggruppiamo nel Consorzio Tiberina, piaccia o non piaccia, lavorano con serietà, nel rispetto dei vincoli e dello stato di diritto, presentando i progetti agli Enti competenti con i dovuti mesi d'anticipo, fornendo un'offerta adatta a tutti i cittadini e ai turisti, in aree ben curate, anche guardando a raffronto al resto del Centro Storico.>>

 

<<Per un vasto tratto del Tevere in città, anche grazie al così detto Contratto di Fiume sottoscritto nell'Aprile 2018, abbiamo già le idee molto chiare e siamo pronti a sederci al tavolo con tutte le Istituzioni, con finanziamenti pronti sia di parte privata sia - speriamo a brevissimo - dall'U.E., avendo richieste già in fase finale di valutazione. Oltre a contribuire materialmente, vogliamo anche continuare a percorrere un metodo partecipativo per trovare soluzione a quegli annosi problemi, mai risolti, che portano tutti i Sindaci e candidati Sindaci a usare lo slogan "Tevere, da problema a risorsa". Mi riferisco soprattutto all'accessibilità, alla praticabilità, alla pulizia, alla sicurezza, alla manutenzione in generale. Forse sono problemi di tutta Roma. Come è problema della città dare riparo ai senzatetto, che si rifugino sul Tevere o altrove, piccoli abusivi - potremmo dire - a raffronto di altri ben più attrezzati “illegali”, anche sul fiume stesso, che restano impuniti.>>

 
DI LA' DAL FIUME - TEVERE ROMAin 11 luoghi del XII Municipio di Roma, tra la Stazione Trastevere, Po PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Venerdì 23 Agosto 2019 08:14

Prosegue la serie di proposte estive sul Tevere a Roma, per cittadini e turisti, da parte dei membri del Consorzio Tiberina: i centri estivi e i “vivai” per bambini e ragazzi a stampo ambientale e sportivo sulle acque del fiume, le manifestazioni al Centro Storico sempre più frequentate e ricche di eventi culturali gratuiti, le visite guidate, le occasioni di semplice accostamento – anche solo per una passeggiata – ad un Tevere pulito, sicuro, accessibile.

Si apre il 25 agosto “DI LA’ DAL FIUME”, che dà un ulteriore contributo a fare del fiume di Roma un ambiente aperto e inclusivo, dalla proposta variegata, degna di una Capitale europea; un coordinamento più spinto e una progettazione ancor più innovativa – fra rigenerazione urbana e benessere fisico, psichico e sociale della persona – è già in elaborazione per il 2020.

L’idea di “DI LA’ DAL FIUME” – che torna per il secondo anno consecutivo, curato dal Consorziato “Associazione Culturale Teatroinscatola” – è già in linea con queste impostazioni, ulteriormente potenziata grazie all’aggiudicazione – fra tantissimi concorrenti – nella procedura pubblica del bando dell’“Estate Romana” di Roma Capitale, e quindi con un concorso anche economico pubblico-privato.

Senza particolare enfasi o profusione di “articoli velina” per la stampa, affidiamo la proposta ai nostri comunicati a diffusione civica, sperando di ricevere anche in questa occasione i positivi riscontri dei cittadini – romani e non – coinvolti.

Dodici appuntamenti in 11 luoghi del XII Municipio di Roma, tra la Stazione Trastevere, Porta Portese e Ponte Testaccio, fino a Ponte Marconi. In programma: musica, canzoni, poesie, letture, installazioni sonore, conversazioni sceniche, passeggiate nell’archeologia industriale e pedalate lungo il fiume. Un programma ricco di proposte artistiche alla riscoperta di 11 palcoscenici insoliti come un barcone che da Ponte Marconi si muoverà lungo il Tevere in direzione Magliana o la piscina anni ‘30 dell’impianto sportivo capitolino di Largo Ascianghi, ex Casa della Gioventù Italiana del Littorio (GIL) dell’architetto Luigi Moretti. La scelta di questi palcoscenici insoliti vuole anche essere un omaggio alla memoria dei momenti culturalmente migliori della ricerca teatrale romana degli anni Settanta, quando Roma si trasformava in palcoscenico assoluto e il teatro, l’arte e la poesia comparivano nei luoghi meno prevedibili della città: piscine, barconi, tetti di abitazioni, cavalcavia, aperta campagna e, perfino, stadi. Come ben ricordato nelle note di presentazione dal poeta Marco Giovenale (tra gli artisti presenti al festival): “Di là dal fiume, la città di tutti. La serie di incontri del giovane festival DI LA’ DAL FIUME vuole anche essere un omaggio alla tradizione, alla memoria e alle prospettive dei momenti culturalmente migliori degli anni Settanta, quando ad esempio Simone Carella sceglieva una piscina per una performance e Fabio Sargentini un barcone sul Tevere: costruivano e disseminavano nei quartieri un gran numero di idee, strutture leggere, anche effimere, parole e figure sull’acqua, in barca, oltre il fiume, facendo così uscire il teatro da sé stesso e l’arte – anzi le arti – dalle gallerie”.

In allegato, un ulteriore approfondimento – tramite un articolo di stampa – e il programma di eventi aperti a tutti gratuitamente fino ad esaurimento posti (esso potrebbe subire variazioni per maltempo e altre cause eccezionali).

 
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