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CHE VITA! BOZZA DI UN LIBRO SULLA MIA RICCA VIA! PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Venerdì 18 Gennaio 2019 07:57

20190109 09103520190109 09105420190109 091143CHE VITA !

Dalla visita guidata della Garbatella, avvenuta domenica ? con uno Storico che descriveva la vita che hanno vissuto negli Alberghi della Garbatella che aveva instituito il Fascismo , dove vivevano intere famiglie evacuate dalle case dei Fori Imperiali e non solo; in camere con locali di Water e lavandini comuni nei corridoi, mangiavano insieme nelle mense gratuitamente, per fare la doccia dovevano andare ai Bagni Pubblici, come il sottoscritto che non avendo acqua calda in casa, andava tutte le domeniche mattina ai Bagni pubblici a fare la doccia in Via Ruggero di Lauria al costo di 50 lire.

Innanzitutto, voglio descrivere la vita come si svolgeva nella mia famiglia: la casa era di proprietà dei miei, era composta di 2 camere un localino per la cucina che da un vago flash di memoria si usava il carbone per i fuochi, in mutatura, poi successivamente arrivava la macchina a gas; il locale water con lavandino si trovava adiacente all’ingresso di casa nel sottoscala, ma si doveva uscire  coperto per accedere al cosiddetto bagno.

La descrizione non è completa, se non diciamo che in queste 2 camerette, mangiavano, dormivano dalle 7 alle 8 persone; quando c’era Nonna Marianna da Noi; avevamo un giardino esterno privato di circa 20 metri, dove nella stagione buona si stava bene, avevamo anche una bella fontana con 2 vasche per lavare e sciacquare in 4 famiglie; nella stagione estiva si faceva un bagno divertente e si rinfrescava il cocomero, il frigorifero arrivo tardi, come la televisione acquistata a rete, prima si andava dalla carbonara oppure Fabrizio aveva un televisore attivo per 1 ora 100 lire.

Voi penserete che abitavamo in borgata, periferia? Neanche per sogno, eravamo a pochi metri dai Musei Vaticani e Radio Vaticana la sentivamo dappertutto: nel telefono, nelle casse amplificazione;  il riscaldamento  della casa avveniva con un bagna piede di latta grande, dove veniva accesa la legna fregata al cantiere, da parte di tutti anche di mia Nonna, da piccoli il suddetto serviva a fare il bagnetto, ho un brutto ricordo per dormire io con mio fratello Fernando, piu grande di me che mi metteva i piedi in bocca, una bella notizia, c’è stata quando Emilio, fratello piu’ grande va a fare il militare, ci allarghiamo.

Come era composta la mia famiglia?:

Mio padre Ernesto fornaciaro, lavorava in fornace a fare i mattoni, attaccava alle 3 di notte, faceva pranzo alle 9 circa e alle 12 staccava; un pensierino su mio padre, grande lavoratore, aveva un vizietto beveva il vino, ma non era cattivo, parlava quando era brillo; la mia mamma gli dava ciavattate in faccia che non sentiva; forse è sopravvissuto fino a 69 anni investito da un auto in Via Cipro, mentre i suoi colleghi, erano deceduti di una malattia professionale: enfisema polmonare per lo scorie di mattoni che avevano nei polmoni.

Mia madre Assuntina, era una donna umile, ma di una tempra eccezionale, non solo gestiva una famiglia numerosa, ma lavorava come collaboratrice domestica, in almeno 2 case; io avevo una idea distorta di Lei, la reputavo erroneamente, come una persona semplice che non si prendeva cura della sua persona, ma aveva gestito la Famiglia, Egregiamente, le persone che sono venute al suo funerale, dove lavorava mi dicevano con mio stupore, che era una grande persona, e gli avevano insegnato molto.

I fratelli eravamo Emilio piu’ grande, Fernando secondo, Carlo Terzo, Io quarto maschio Kg 4,8, eppoi è nata la Principessa Franca kg 5,3, tanto desiderata da mio padre; dopo 4 maschi, quando sono nato io, vabbè; quando è venuta Franca un mese di baldoria, forse questo ha generato in me, una certa invidia, rabbia, gelosia, verso di Lei.

Vorrei proseguire in ordine cronologico, pertanto, la data piu’ significativa è il 1956 che non solo perchè ci fu la grande nevicata a Roma; mio fratella Nando mi accompagna a scuola con bici, brutta idea, sui marciapiedi ghiacciati scivoliamo e facciamo un bella caduta.

Ma soprattutto, perché è iniziata la mia attività lavorativa: prima di entrare a scuola a piazzale degli Eroi, c’era un chiosco di un fioraio davanti all’ospedale Oftalmico, che usava mettere i fiori in barattoli di latta, dei pomodori  Arlecchino; ogni giorno cambiavamo l’acqua, raccogliendola dalla Fontana della piazza, io guadagnavo 70 lire la settimana e mio fratello Carlo, che era il capo 100 lire. Voi direte cosa rappresentavano? Considerate che l’ingresso al Cinema della parrocchia costava 25 lire, io avevo 7 anni e Carlo 11.

Un’altra data significativa 1958, quando avevo 9 anni, ricevevo da mio fratello Emilio, alla Befana una Bicicletta 24 nuova Cromata, fantastica, che lucidavo con la Solex prodotto dalla ditta dove lavorava ; una mattina uscivo presto da casa, con entusiasmo senza fare colazione, da solo in Bici, cadevo svenuto in Via di Valle Aurelia, una volta chiamata la Valle dell’Inferno. Prima di prendere la salitella che immetteva su Via Baldo degli Ubaldi, che all’epoca era una strada piena di buche prive di costruzioni; ( non erano ancora iniziati i lavori per le Olimpiadi di Roma); ma la mia prima battuta di testa , mi trovavo a casa, senza rendermene conto, essendo svenuto per mancanza di energie.

Quest’anno mi operavo alle tonsille e adenoidi, cambiavo la mia struttura fisica, perché fino ad allora ero cicciottello, le cosce si strusciavano, so doveva mettere una fodera di raso per evitare consumo rapido dei tessuti; diventavo snello e contemporaneamente cambiava il tono delle voce, più greve, più da grande.

Un anno molto importante, soprattutto per il mio primo Amore, avevo 9 anni, ero innamorato perdutamente, quando la incrociavo Silvia, non riuscivo a tirare fuori un fiato; ero negato ad imparare le poesie a memoria, ma “A Silvia” la recitavo, il maestro visto il miracolo me la faceva recitare in classe. A scuola facevo a botte con i compagni,  ero geloso quando si mettevano a guardargli le cosce mette saliva le scale; in chiesa c’era la divisione dei maschi da una parte e delle femmine dall’altra, io gridavo il Tadoriam per fare girare Lei, tutta la chiesa si girava verso di me, tranne Lei. Facevo le serenate sotto casa sua in Via della Meloria 7, io cantavo ed un mio amico faceva la musica con il fischio alla pecorara; sua madre si affacciava, ma non capiva cosa succedeva, Lei, Mai.

Io facevo il militare come autista, nell’aeronautica, una volta passando su Via Marcantonio Bragadin, la vedo che entra in un portone, blocco l’auto in seconda fila, con il motore acceso; entro nel portone, vedo l’ascensore, le porte, i rumori sulle scale, niente volatizzata (ero convinto che fosse Lei, erano oltre 10 anni che non la vedevo, ma non avevo dubbi, che fosse Lei).

In questi giorni, ho contattato la redazione di “C’E’ Posta Per TE”, descrivendo la storia, se Valutavano che fossero interessati a rintracciarla, per comunicargli che volevo sapere: ”Se si era accorta del mio Amore?”; la mia è solo curiosità, essendo felicemente sposato, per la seconda volta con Morena.

Mi chiedevano alcune foto mie e se riuscivo ad avere il cognome della bambina. Ho provato con il Parroco della parrocchia che mi rispondeva che serviva la data di nascita; io non avendo mai parlato con Lei, non lo sapevo; sono stato in Via della Meloria 7, parlato con una ex insegnante alla scuola elementare G.B. Vico, sarebbe andata a scuola per indagare, per aiutarmi, molto piacevolmente colpita da questa storia, io sono andato anche alla scuola, dove il custode, mi diceva di tornare lunedì pomeriggio, probabilmente, commossi dalla storia, mi avrebbero aiutato, purtroppo, sia le 2 donne Burocrate dell’Amministrazione, mi informavano che la privacy, impediva questa ricerca. Che sarebbe stata semplice, visto che all’epoca le classi erano per genere: maschili e femminili, pertanto poteva fare la 3° o la 4° o la 5°, mi dicevano che l’ex maestra era venuta e non aveva trovato nulla. Ora o queste trasmissioni hanno canali come la polizia che possono, trovare persone all’anagrafe, per rintracciare persone con alcuni elementi, oppure mi devo mettere l’animo in pace, mantenendo il ricordo della Bambina Silvia, con gli occhi a mandorla.

Ora vorrei raccontare, sia la bellissima strada Olimpica (ancora Chiusa al traffico), liscia come un biliardo, con la mia bici, andavo al Foro Italico, a raccogliere i pinoli, per fare un dolce con lo zucchero, su un piano di marmo, si facevano i croccanti, eccezionali; vorrei descrivere anche la varie attività che facevamo, sia con armi e giochi autodidatti: mazzafionde, archi con le frecce, per caccia alle lucertole, dopo la caccia avveniva un rito: venivano messe vive in un barattolo e messo sul fuoco, dove fuoriusciva un fumo verde, mentre noi danzavamo con riti indiani.

Si cacciavano anche le vipere, i serpenti che poi mostravamo alle signorine, per spaventarle; mettevamo anche le lucertole vive in bocca, per colpirle; mettevamo palloncini, pieni di acqua, sugli alberi dei marciapiedi, e da distanza venivano colpiti con le cerbottane, attrezzate, con cartoccetti con gli spilli sulle punte, per annaffiare le ragazze.

Si facevano carretti con i cuscinetti a sfera, con sterzo, monopattini con tavole e seggiolini per i piccoli; archibugi con elastici, biliardi con legno manici di scope con inchiodati sopra i giocatori; le porte e grandi sfide, frequentavamo: la parrocchia, la bisca, anche se eravamo piccoli, ma avevamo i soldi, perché il sottoscritto dal 1960, in estate, lavorava, e portava i soldi a casa, prima consegnavo Vini e olii, poi ceste di pane e alimentari, una nota importante: “ la pizza napoletana alla Lanterna, pizzeria adiacente a Via della Meloria 7 , costava 90 lire ed 1 bicchiere di spuma 15 lire, pertanto, con 105 lire si prendeva 1 pizza e 1 bicchiere di spuma”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 08:07
 
APPELLO CONTRO IL DEGRADO E LA CATASTROFICA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI DI ROMA. PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Mercoledì 16 Gennaio 2019 08:18

           

Ricevo e inoltro a voi tutti questo appello del Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare. Vi chiedo cortesemene, se lo condividete, di farlo sottoscrivered dal comitato o dall'associzione di cui eventualmente siete parte e, comunque, di darne la più ampia diffusione possibile aiutandoci così a raccogliere il più vasto numero di adesioni da parte di altri Comitati e Associazioni.

 

Marcello Paolozza

 

 

APPELLO CONTRO IL DEGRADO E LA CATASTROFICA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI DI ROMA.

L' emergenza rifiuti in atto ci vede mobilitati come movimento - associazioni - comitati, in rappresentanza di cittadini che pagano la TASSA RIFIUTI PIU' ALTA DI ITALIA, PER DARE UNA SOLUZIONE POSITIVA alla vertenza romana SENZA COMMISSARIAMENTI.
La mancata attuazione da parte della attuale GIUNTA RAGGI della Delibera di iniziativa popolare "Roma verso rifiuti zero" n. 129/2014 e l'assenza sin dal 2015 di SCELTE per CONCRETE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE SOSTENIBILI ci ha portato a questo stato.
Saremo quindi DOMANI DALLE ORE 14 IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO in concomitanza con il prossimo consiglio comunale straordinario sulla #CatastrofeRifiutiRomana , ed abbiamo stilato un APPELLO A CUI INVITIAMO AD ADERIRE, congiunto con i primi firmatari di vari municipi per dare una svolta "dal basso" alla insostenibile situazione di DEGRADO presente in tutta Roma.

 
--
Massimo Piras
Coordinatore nazionale
 
Movimento Legge Rifiuti Zero
per l'Economia Circolare
 
Sede in Roma piazza V. Emanuele II n. 2
- Cell. 3403719350
 

                  

APPELLO CONTRO IL DEGRADO E LA CATASTROFICA GESTIONE RIFIUTI A ROMA

Adesione alla proposta di deliberazione di iniziativa popolare per Roma Capitale, denominata “Per la gestione decentrata e partecipata dei rifiuti urbani di Roma

La drammatica situazione in atto da tre anni è conseguenza diretta della mancata attuazione dei principi contenuti nella Delibera di Iniziativa popolare “Roma verso rifiuti zero” del 2012 poi convertita in Delibera AC 129/2014 contenente il quadro sistemico di tutti gli interventi al 2020.

La validità di questa Delibera capitolina è stata confermata dalla memoria di giunta dell’assessore alla sostenibilità ambientale Giuseppina Montanari in data 26 aprile 2017 ma totalmente inattuata sinora rispetto agli obiettivi attesi di raccolta differenziata, alla necessaria dotazione impiantistica ed al previsto sistema di partecipazione popolare con l’istituzione degli Osservatori municipali e comunale verso rifiuti zero.

Ad oggi non sono state avviate politiche attive per la prevista estensione della raccolta domiciliare, che portasse l’obiettivo dal 43% lasciato nel 2015 dalla giunta Marino al previsto 60% che invece dopo tre anni è ancora inchiodato al misero 44% !!

Mai partita anche la riconversione/realizzazione della filiera impiantistica di servizio al ciclo rifiuti dato che nessun intervento su impianti esistenti o nuovo impianto è stato realizzato, nonostante il tragico dato che AMA tratta appena il 20% dei suoi rifiuti in casa, e non esiste alcun programma strategico di livello comunale per l’impiantistica salvo la predisposizione nel 2018 di un progetto preliminare per impianti di compostaggio soltanto in due Municipi su quindici, considerando i cittadini dei Municipi XIII° e XV° come di serie B !!

L'ultima mazzata è arrivata a dicembre con l'incendio del TMB Salario nel Municipio III°, che ha distrutto uno dei due impianti TMB di AMA per i rifiuti indifferenziati, quello più malgestito e contestato da anni per la questione dei miasmi dai residenti di Fidene e Serpentara con una vertenza allargata sino al Municipio II, che pone un oggettivo problema di esportare il già precario trattamento dei rifiuti indifferenziati che sono tuttora la maggior parte dei rifiuti urbani di Roma. Questo inconcepibile evento, conseguenza dell’aver gestito l’impianto come un enorme deposito di rifiuti in attesa di trattamento, ha esposto i lavoratori di AMA ed i cittadini del Salario e dell’intero quadrante nord-ovest di Roma ed una pericolosa esposizione ad enormi quantità di fumi tossici contenenti diossine e furani, i cui danni in tema di salute pubblica saranno evidenti solo tra qualche anno.

E’ giunto ora il momento di "ripartire dalle macerie" per ragionare insieme su un Piano di azione che veda insieme portavoce istituzionali romani e laziali, cittadini organizzati (associazioni – comitati - gruppi civici), sindacati e lavoratori di AMA che vogliano davvero rimettere al centro del dibattito alcuni possibili spunti per una PIATTAFORMA ALTERNATIVA METROPOLITANA sintetizzata nei principali punti seguenti:

3) un nuovo Piano industriale di AMA entro il 2019, chepunti su politiche attive e finanziate di riduzione - riutilizzo - riciclo e definisca una nuova filiera impiantistica per la selezione meccanica di riciclo e il compostaggio aerobico legata al recupero di materia, escludendo il ricorso massivo ad inceneritorie discariche, e soprattutto un Piano di totale riorganizzazione e riqualificazione occupazionale di AMA che possa garantire l’igiene urbana ordinaria ed insieme supportare il definitivo passaggio dalla raccolta stradale a quella domiciliare dappertutto, al di là delle soluzioni transitorie di cui si parla in questo momento che vedono scaricare su Aprilia - Viterbo - Frosinone i rifiuti non differenziati di Roma Capitale.

Chiediamo su questi punti qualificanti l’ADESIONE e la PARTECIPAZIONE di Movimenti civici - Comitati – Associazioni – Lavoratori di AMA e Sindacati – Presidenti e Consiglieri Municipali – Sindaci e Consiglieri di Comuni Metropolitani al percorso elaborativo del testo ed al successivo deposito e raccolta di almeno 10.000 firme certificate, inviando mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

APPUNTAMENTO PER CONDIVIDERE L’APPELLO E COSTRUIRE IL COORDINAMENTO METROPOLITANO

MARTEDI’ 15 GENNAIO ORE 14,OO IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO,

in concomitanza al CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA RIFIUTI DI ROMA CAPITALE

Roma, 14 gennaio 2019                                I primi firmatari dell’appello

Organizzazioni nazionali / regionali:

Movimento nazionale Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare, Associazione Zero Waste Lazio, Associazione Verdi Ambiente Società – VAS onlus, Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa - CALMA, Lista civica VITERBO 2020,

Organizzazioni municipali di Roma:

Municipio Centro - Associazione Progetto Celio, Coordinamento Residenti Città Storica, Comitato scientifico Bioprojectgroup srl, Associazione Parte Civile – Marziani in movimento,

Municipio II° - Assessore Ambiente Municipio II°, Associazione AMUSE,

Municipio III° - Centro Sociale CSA ASTRA 19,

Municipio IV° - Coordinamenti Comitati Quinto – COCOQUI per Aguzzano,

Municipio VII° - Comunità Appia,

Municipio VIII° - Presidente Municipio VIII°,

Municipio IX° - Associazione Viviamo Vitinia,

Municipio XI° - Associazione Corviale Domani,

Municipio XIV° - Coordinamento “Si può Fare”,

Municipio XV° - Comitato Abitare Ponte Milvio,

 
Sentiero Italia, riapre il trekking più lungo del mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Martedì 15 Gennaio 2019 18:53

Sentiero Italia, riapre il trekking più lungo del mondo

Il Cai riapre il percorso che unisce la Penisola da Nord a Sud. Solo una manciata di persone ha completato le 368 tappe lungo gli oltre 6.800 chilometri del tracciato

di ENRICO BARBETTI
Ultimo aggiornamento il 14 gennaio 2019 alle 09:52
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Escursionisti (Ansa)Escursionisti (Ansa)
 

Bologna, 14 gennaio 2018 - C’è un filo rosso che lega tutta l’Italia da Nord a Sud, isole comprese. È lungo oltre 6.800 chilometri ed è cucito da dieci milioni di passi. È il Sentiero Italia, il trekking più lungo del mondo secondo la Cnn: si dipana in Sardegna, Sicilia e poi, ininterrottamente, risale la catena appenninica e quella alpina, schiudendo paesaggi straordinari spesso sconosciuti alla maggior parte degli italiani. Ideato nel 1983, ha preso forma negli anni ’90 ma è rimasto una grande incompiuta e, negli ultimi vent’anni, si è spezzato in una miriade di frammenti, inghiottito dalla vegetazione, spazzato dalle frane o da incauti interventi dell’uomo.

Il sogno dei pionieri che concepirono il progetto è stato oggi raccolto dal Club Alpino Italiano, che con il suo esercito di associati e volontari sta ricucendo quel filo, metro dopo metro, passo dopo passo. L’obiettivo è quello di cavalcare la crescente voglia di natura per fare del lungo cammino un volano del turismo lento in tutta la penisola, da Trieste a Santa Teresa di Gallura.

L’associazione Sentiero Italia, che ne detiene il marchio ed è presieduta dal fondatore Riccardo Carnovalini, sostiene il Cai in questa impresa e ha ceduto gratuitamente i propri diritti. Sono 500 i volontari che, negli ultimi mesi, hanno percorso boschi e vallate per riaprire le vecchie tracce o per disegnarne di nuove, segnando il cammino e suddividendolo in circa 370 tappe. Una grossa fetta della scommessa consiste nell’individuare e allestire gli oltre cento posti tappa dove gli escursionisti, spesso lontani da città e paesi, potranno sostare. Negli ultimi vent’anni, infatti, il Sentiero Ita lia è svanito anche per la necessità di auto-organizzare bivacchi e campeggi in luoghi selvaggi, con un surplus di avventura adatto solo agli escursionisti più esperti.

La lunghezza e l’impegno del percorso sono tali che, a tutt’oggi, meno di una ventina di camminatori possono raccontare di averlo concluso: pochi avventurieri, rispetto agli oltre 8mila salitori dell’Everest. Gli aspetti operativi del lavoro sono coordinati dal responsabile della Commissione escursionismo del Club, Armando Lanoce, e da Alessandro Geri, che cura il rilievo cartografico dell’itinerario.

"Quest'anno il cammino diventerà Sentiero Italia Cai – annuncia il presidente generale del Club Alpino Italiano Vincenzo Torti –. Questa storia viene da lontano e ne va dato atto agli ideatori che a metà degli anni ’80 gli hanno dato vita. Dopo gli eventi CamminaItalia del 1995 e del 1999, che percorsero l’itinerario idealmente tracciato, abbiamo avuto quasi vent’anni di fermo e con l’avvio della mia presidenza abbiamo pensato che l’idea non solo andasse recuperata, ma realizzata in modo strutturato. Il Cai dovrà occuparsi non solo di recuperare e tracciare il percorso oggi, ma anche di mantenerlo. Per ora è tutto sulle nostre spalle, ma sono convinto che quando questo progetto prenderà corpo anche gli enti locali potranno avere un occhio di attenzione, affinché questa diventi un’attrattiva del nostro Paese. Non sarà un itinerario di vetta, ma un percorso di media montagna, che intercetti anche pianure e fondovalle per raggiungere i borghi d’Italia con i loro tesori culturali. Non ci sarà solo da salire e scendere, ma anche da scoprire, così in queste terre ci saranno nuove possibilità di lavoro per i giovani che vogliono avviare un’attività". L’apertura è vicina e i primi escursionisti, promette Torti, potranno incamminarsi sul Sentiero Italia Cai già tra marzo e aprile.

 
Non solo il Mar Ionio, ma anche Adriatico e Canale di Sicilia sono sotto attacco PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Mercoledì 09 Gennaio 2019 15:44
Aggiornamento sulla petizione

Non solo il Mar Ionio, ma anche Adriatico e Canale di Sicilia sono sotto attacco

Legambiente Onlus
Rome, 62, Italia

8 gen 2019 — 

"Il rischio di nuove trivellazioni di petrolio è nazionale: non è solo il Mar Ionio ad essere sotto attacco delle compagnie petrolifere, anche l’Adriatico centro meridionale e il canale di Sicilia sono oggetto di richieste di prospezione e ricerca di petrolio nei fondali marini. Dal Governo di M5S e Lega che insieme a noi hanno sostenuto il Sì alla campagna referendaria del 17 aprile 2016 contro le trivellazioni di petrolio ci aspettiamo 5 atti concreti: lo stop immediato a nuove trivellazioni in mare e a terra a partire dalle 96 richieste di prospezione, ricerca e coltivazione in attesa di via libera; il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili; la legge che vieta l’uso dell’airgun per le prospezioni, per cui il M5S si era tanto battuto durante la discussione parlamentare dell’allora disegno di legge sugli ecoreati; un piano energetico nazionale per il clima e l’energia che definisca un percorso concreto per la decarbonizzazione dell’economia; la riconversione delle attività di Eni, società a prevalente capitale pubblico, dalle fonti fossili all’efficienza energetica e alle rinnovabili." È questo il commento di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente sulle polemiche di questi giorni sulle autorizzazioni alle prospezioni petrolifere nel mar Ionio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’Italia, infatti, continua la sua insensata corsa all’oro nero. A confermarlo gli ultimi dati aggiornati da Legambiente che fotografano la situazione attuale: ad oggi su 16.821 kmq sono ben 197 le concessioni di coltivazione, tra mare (67) e terra (130), alle quali si potrebbero aggiungere ben 12 istanze di concessione di coltivazione (7 in mare e 5 a terra).  E poi su un totale di 30.569 kmq sono attivi 80 permessi di ricerca, ai quali si potrebbero aggiungere 79 istanze di permessi di ricerca su un totale di 26.674 kmq, e 5 istanze di prospezione a mare su un totale di 68.335 kmq.

L’associazione ambientalista da questo Governo si aspetta più coerenza e fatti concreti sulla lotta ai cambiamenti climatici e contro le trivellazioni di petrolio, sui quali soprattutto il Movimento 5 Stelle si è tanto speso in campagna elettorale e anche nella scorsa legislatura quando era all’opposizione. Per arrestare i cambiamenti climatici, ma anche per ridurre e combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di vita dei cittadini è di fondamentale importanza uscire dalla dittatura delle fonti fossili, ancora oggi al centro del sistema energetico del nostro Paese. Per questo l’Esecutivo deve avere il coraggio di imprimere una svolta alla politica energetica nazionale, perché quello che serve all’Italia è un efficace e ambizioso Piano per il clima e l’energia che punti alla decarbonizzazione dell'economia per un futuro più rinnovabile e libero dalle fonti fossili che vengono sussidiate dallo Stato (16 miliardi di euro all’anno per le fossili). (In media tra il 2017 e i primi mesi del 2018 il 30% del gas estratto in Italia e il 10% del petrolio è stato esentasse – Elaborazione Legambiente su dati Mise).

“Dovremo ridurre sensibilmente - aggiunge Ciafani - i consumi di gas nel settore elettrico e civile, attraverso una generazione sempre più distribuita e rinnovabile. Così come dovremo ridurre quelli di petrolio nei trasporti. Una prospettiva che si scontra anche con le attività del più grande gruppo industriale italiano, ENI, che continua a fare scelte e investimenti nella direzione opposta e rischia di diventare uno dei campioni delle fonti fossili e tra i nemici numero uno della lotta ai cambiamenti climatici. Stiamo parlando di un’azienda energetica, di proprietà anche dello Stato, che dovrebbe a pieno titolo entrare nell'agenda di governo dopo Ilva. Nel 2018, dopo che il mondo ha deciso di prendere la strada della decarbonizzazione dell'economia, ENI continua a trivellare per estrarre petrolio e gas, in Italia e nel resto del mondo. Da noi lo fa in Val d’Agri, in Basilicata, nel più grande giacimento petrolifero a terra di tutta Europa, con non pochi problemi ambientali. Lo fa nei mari che circondano il Belpaese, da sola o in partnership con altre aziende, come nel caso della piattaforma Vega con Edison nel canale di Sicilia, di cui è stato presentato il progetto di raddoppio, bocciato dalla Commissione Via del Ministero dell'ambiente, ma mai ufficialmente ritirato. Lo fa in paesi in tutto il mondo, dal Portogallo all'Egitto, dalla Nigeria all'Artico. Noi pensiamo - conclude Ciafani - che questa strada sia sbagliata e chiediamo al governo italiano di essere coerente con gli impegni sottoscritti a livello internazionale, indirizzando l'attività futura di Eni verso le tecnologie pulite che non hanno nulla a che fare con gas e petrolio”.


Aiutaci a dare voce e forza a tutti i cittadini!

I politici e gli amministratori delle aziende non dovrebbero essere gli unici a poter prendere decisioni sulle nostre vite. Oggi ti chiediamo di aiutarci a mantenere Change.org libera e indipendente. Il nostro lavoro, in quanto impresa sociale, è quello di aiutare petizioni come questa a combattere e farsi ascoltare. Se tutti quelli che stanno leggendo questo messaggio mettessero una piccola cifra ogni mese, il futuro di Change.org e di tanti cambiamenti sarebbe al sicuro. Insieme possiamo costringere i potenti a rispondere delle loro azioni... ci siamo già riusciti centinaia di volte! Puoi dedicarci un minuto per sostenere Change.org ora?

 
Il 4 novembre 1884 partirono in 500 da Ravenna, 50 squadre da dieci uomini, gli «scariolanti» PDF Stampa E-mail
Scritto da Santoni Maurizio   
Lunedì 07 Gennaio 2019 17:38
Cristina Cavicchioli ha condiviso una foto.
2 h ·
 

Nullo Baldini

generale operai e braccianti di Ravenna», guidata da Nullo Baldini. Aveva solo 21 anni, era socialista, e si trovò a guidare un gruppo di analfabeti, coraggiosi, determinati e rabbiosi. Quando l’impresa romana Angeletti vinse l’appalto per la bonifica di Ostia, la cooperativa di Baldini si propose come subappaltante, accettando un contratto povero e rischioso. Il 4 novembre 1884 partirono in 500 da Ravenna, su un treno speciale, salutati alla stazione da una città intera, col sindaco, il conte Pietro Gamba, l’intera giunta e la banda. Erano divisi in 50 squadre da dieci uomini, gli «scariolanti»: ogni squadra era affiancata da una donna, alfabetizzata, che doveva cucinare e occuparsi del gruppo e scrivere le lettere a casa. Era la «Sdora», figura che si rivelerà fondamentale. Ma il loro arrivo nel Lazio non sarà altrettanto glorioso.

 
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